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Al MAUTO si può ancora ammirare la Alfa Romeo 8C 2300 della Scuderia Ferrari

La splendida vettura con cui Enzo Ferrari ha vinto la sua ultima gara sarà restaurata grazie alla collaborazione con Lopresto Collection

Alfa Romeo 8C 2300

La prima Alfa Romeo 8C 2300 realizzata al Portello, la numero di telaio 1 (il cui numero completo di telaio è pero 2111001), è una delle vetture più iconiche del Biscione. Si tratta infatti della vettura con cui Enzo Ferrari ha ottenuto l’ultima vittoria da pilota. Ora si può ammirare al MAUTO (Museo Nazionale dell’Automobile di Torino) dove sarà presente ancora per qualche mese prima di ritornare al Museo dei Trasporti di Lucerna dal quale proviene. La splendida monoposto sarà restaurata in collaborazione con Lopresto Collection.

La Alfa Romeo 8C 2300 è appartenuta quindi alla Scuderia Ferrari, sebbene ancora prima di correre con le insegne della Scuderia di Maranello pare sia stata protagonista anche con Tazio Nuvolari durante la Mille Miglia del 1931 terminata con un incidente. Dopodiché è passata nelle mani del Drake che l’ha adoperata alla Bobbio-Penice risultando vincitore per la sua ultima volta nella breve carriera da pilota. L’immatricolazione con targa MO 5111 chiarisce proprio l’appartenenza alla Scuderia Ferrari. Ma bisogna citare che dopo l’ultimo impegno agonistico di Ferrari la 8C 2300 è passata nelle mani di Borzacchini (terzo assoluto alla Pontedecimo-Giovi e poi usata anche alle Tre Provincie) e poi in quelle di Marinoni che l’aveva utilizzata alla Susa-Moncenisio.

Una storia incredibile

La Alfa Romeo 8C 2300 viene quindi esposta ai Saloni di Parigi e Londra ma viene affiancata anche alla 6C 1750 alla Mille Miglia e alla Targa Florio. La produzione totalizza ben 190 esemplari realizzati fino al 1934: si tratta di tre serie complessive tutte carrozzate nella maggior parte dei casi da Zagato e dalla Touring.

La vettura viene realizzata nel 1930, si tratta di una Spider Zagato venduta a novembre dell’anno successivo a Enrico Antomazzi, di Milano, che la utilizzava come vettura privata. La stessa vettura di Antomazzi subisce qualche modifica durante i primi Anni Trenta per poi essere trasferita tra le mani di Edoardo Teagno (dopo il 1937) a Torino. Lì la carrozzeria Zagato viene sostituita con una variante Spider di Bertone. Al termine della Seconda Guerra Mondiale la 8C 2300 telaio 001 finisce in Svizzera per passare da Charly Jaques negli Anni Sessanta. Fu lui l’ultimo proprietario che decise di donare la 8C 2300 al Museo dei Trasporti di Lucerna dove venne privata della carrozzeria ed esposta soltanto mettendo in mostra il telaio.

Alfa Romeo 8C 2300

L’ultimo restauro risale alla fine degli Anni Ottanta quando la 8C 2300 venne restaurata nel telaio per essere esposta proprio a Lucerna. Ma ora si può ammirare al MAUTO di Torino grazie alla valorizzazione proposta da Corrado Lopresto che si occuperà anche del restauro della originale carrozzeria Zagato che la riporterà ai fasti di un tempo. Quando nel 1931 fu utilizzata per l’ultima volta da Enzo Ferrari.

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