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FCA annuncia tre giorni di cassa integrazione a Mirafiori

Continuano i problemi per gli stabilimenti italiani del gruppo FCA

Continua il ricorso alla cassa integrazione da parte di FCA negli stabilimenti italiani del gruppo. Oggi, infatti, gli organi di stampa riportano l’annuncio da parte dell’azienda guidata da Sergio Marchionne in merito ad ulteriori tre giorni di cassa integrazione per il reparto Presse dello stabilimento di Mirafiori. Questo provvedimento coinvolge ben 600 dipendenti e si aggiunge allo stop, già preventivato in precedenza, per le giornate del 1 e del 7 di dicembre. 

La situazione per gli stabilimento italiani di FCA è tutt’altro che facile. In queste settimane, infatti, il gruppo italo-americano ha annunciato diversi stop alla produzione per il mese di dicembre che fanno seguito a provvedimenti analoghi che ci hanno accompagnato per tutta l’estate e per questa prima parte di autunno. 

Ricordiamo, infatti, che FCA ha confermato un fermo della produzione per lo stabilimento di Melfi, sia per la linea 500X/Renegade che per la linea della Punto, e per lo stabilimento di Grugliasco, dove la produzione di Ghibli e Quattroporte sarà ferma a dicembre per 10 giorni. Nel frattempo, l‘azienda non ha rinnovato ad inizio novembre i contratti di più di 500 interinali a Cassino, a causa dei problemi di omologazione registrati dai modelli Alfa Romeo in Cina, e potrebbe fare la stessa cosa per altri 500 dipendenti in scadenza a fine dicembre a Termoli, sito di produzione dei motori benzina di Alfa Romeo. 

Per quanto riguarda lo stabilimento di Mirafiori, invece, ad oggi si registra la produzione del SUV Maserati Levante, che sta registrando un calo di vendite legato alle nuove normative cinesi, e dell’Alfa Romeo MiTo, ancora sul mercato con volumi limitati. Per il futuro, lo stabilimento torinese dovrebbe registrare l’arrivo di nuovi modelli ed, in particolare, del futuro SUV di segmento E di casa Alfa Romeo, un progetto che sembrava in rampa di lancio per il 2018, almeno sino a pochi mesi fa. Ulteriori dettagli sul futuro degli stabilimenti italiani e sui nuovi modelli in arrivo emergeranno solo nelle prossime settimane.