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Concessionarie auto aperte col Dpcm

Il più recente provvedimento non tocca i venditori di macchine

concessionarie auto

Concessionarie auto aperte col Dpcm. Ci siamo: il Decreto del presidente del consiglio dei ministri sta per entrare in vigore. Parliamo di quello più recente, che ha scatenato infinite polemiche. Venerdì 6 novembre è attivo il decreto del 3 novembre 2020. Ma la funzione di servizio alla mobilità di persone e merci assolta dalle concessionarie di autoveicoli continuerà a essere pienamente operativa.

Concessionarie auto aperte col Dpcm: anche nelle Regioni rosse

Venditori aperti ovunque. Nelle Regioni di qualsiasi colore Covid. Anche nelle rosse Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. Il nuovo provvedimento riconosce, infatti, il commercio al dettaglio di autoveicoli e relative parti e accessori fra le attività consentite.  Lo dice l’Allegato 23 al Dpcm.

Secondo Federauto, in un momento in cui la mobilità privata assume un ruolo fondamentale per la sicurezza delle persone, le concessionarie continueranno a garantire  il proprio servizio alla collettività. Anche nei giorni prefestivi e festivi. Nel rispetto delle disposizioni relative all’autocertificazione dei movimenti.

Promozioni auto: è il momento giusto

A tale proposito, segnaliamo che le Case sono scatenate con promozioni sul nuovo di ogni genere: acquisto, leasing, noleggio a lungo termine per privati senza partita IVA. Il momento è propizio. Anche perché l’auto esce vincitrice assoluta dalla pandemia di coronavirus: protegge dal Covid, l’inverso di quanto fanno i mezzi pubblici. La concessionaria, coi suoi bravissimi venditori, danno tutte le dritte del caso.

Serve l’auto come l’ossigeno: di qui, lo spegnimento seppure tardivo di Area C e Area B a Milano, tanto per fare un esempio. Se si fosse insistito sull’auto anziché spingere sui pericolosissimi (per il Covid) mezzi pubblici in tutta Italia, il nostro Paese non sarebbe tornato coi numeri orribili di infezioni attuali. Un secondo lockdown che l’auto poteva evitare.

Dopo questa seconda sanguinosa chiusura della nazione, ci sarà da pensarci bene: a tutta auto, per la salute pubblica. E per evitare un terzo lockdown.

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