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Il primo giro di Kimi Raikkonen a Portimao è la pagina più bella di questa Formula 1

Il primo giro al Gran Premio del Portogallo è l’anima più vera di una Formula 1 in cui un 41enne Kimi Raikkonen è l’attore principale

Kimi Raikkonen

Kimi Raikkonen ha realizzato qualcosa di incredibile ieri presso l’interessante tracciato di Portimao in Portogallo. Allo scatto, dalla 16esima piazza in griglia di partenza, riusciva infatti a risalire fino alla sesta posizione in appena un giro di gara: circa cinque chilometri di nastro d’asfalto corso e rincorso come fosse posseduto da un demonio benigno che con un’Alfa Romeo, non certo da posizione di rilievo, riusciva ad impensierire praticamente dieci essere umani uno dietro l’altro.

Kimi Raikkonen

Si può di certo ammettere che quanto espresso dal buon vecchio Kimi Raikkonen, detto Iceman, in un solo giro è praticamente roba da rimanere a bocca spalancata con annesse orbite ad ampio raggio d’apertura. La performance di Kimi è stata allucinante e iconica allo stesso tempo, inaspettata sul serio e facilmente accostabile anche all’impresa di un grande di questo sport: nel 1993, presso il Gran Premio d’Europa in programma a Donington, un indomito Ayrton Senna inanellava sorpassi a ripetizione (lui dopo essere partito dalla quarta piazza) con la stessa facilità paventata ieri dal mitico Iceman.

Impresa d’altri tempi

Per un pilota d’altri tempi come KimI Raikkonen, accostarlo ad un’impresa d’altri tempi è facile. È la Formula 1 che ci piace quella espressa da un giovanotto quarantunenne cresciuto tra le nevi di Finlandia. Kimi ha praticamente fatto impazzire chiunque grazie a quello che è riuscito a combinare ieri su un tracciato sconosciuto a tutti, in parte inumidito, in cui le sue Pirelli Soft fornivano l’aderenza necessaria per sparigliare le carte e rendere minacciosa la modesta C39 in un primo giro che è storia.

Kimi Raikkonen

Ma non si può non ammettere che il saggio Kimi ci abbia messo del suo fornendo ampia visione di un manico da Grande Pilota quale lui è. Ricordiamoci che per mano sua, in casa Ferrari possono ancora dare peso ad un mondiale anno 2007 che rimane l’ultimo baluardo di una Scuderia che arranca da ormai parecchio tempo. Insomma, in Portogallo Kimi Rakkonen è parso il più giovane dello schieramento: schietto, diretto e in grado di infilare la sua Alfa Romeo svizzera lì dove gli altri sembravano viaggiare sul ghiaccio. Ha guadagnato dieci posizioni e mezzo (per un attimo era finito in 17esima piazza) in un lasso di tempo brevissimo tanto che i più deboli di cuore a rivedere il suo camera car potrebbero anche rischiare di far visita al pronto soccorso. È un peccato che la C39 non riesce ad assecondarlo facendolo ripiombare a fine gara in quelle posizioni ormai note per il team italo-elvetico: Kimi infatti chiuderà soltanto in 11esima posizione in una giornata iconica per lui.

Probabilmente il suo miglior Gran Premio

Si può dire che a dispetto della posizione finale non consona alle immagini di un primo giro da cardiopalma, quello del Portogallo è stato probabilmente il miglior Gran Premio stagionale di Kimi Raikkonen. Il veterano di una Formula 1 che molte volte ci è apparsa ingessata e monotona sembra aver mutato l’età anagrafica sul documento di identità, tirando fuori quella verve da pilota vero come lui sa essere.

Peccato quindi per il risultato finale, ma Kimi non si è mai arreso lottando col coltello fra i denti. Decisamente sorpreso è apparso anche lui stesso al termine del Gran Premio: “non penso che la partenza in sé sia stata molto buona. Ho perso anche una posizione, ma poi ho pensato: cosa stanno facendo gli altri? Ho fatto un buon primo giro e anche il secondo è andato bene. Per buona parte della gara la C39 andava bene, poi abbiamo avuto delle difficoltà col pit stop ma alla fine ho perso il decimo posto a favore di Sebastian montando le gomme vecchie” ha ammesso Raikkonen al termine. “Dalla partenza non abbiamo ricavato nulla ed è un peccato, c’è bisogno di più velocità e poi tutto diventerà più semplice. Partendo da queste posizioni devi correre qualche rischio in più, vedremo se a Imola potrà andare meglio”.

Kimi Raikkonen

Altrettanto sopresi, dalla incredibile rimonta, sono apparsi anche gli avversari di Kimi che se lo sono visti affiancare come un razzo impazzito. Nessuno tra quelli che occupava posizioni migliori rispetto a quella di partenza del finlandese si sarebbe aspettato di trovarselo accanto: “durante il primo giro ho provato a stare alla larga dai guai. A un certo punto ho visto Kimi alle mie spalle e sono rimasto letteralmente scioccato, ho anche pensato devo difendermi da… che succede? Ho persino pensato che in quella fase Kimi stava praticamente volando, penso che l’esperienza che ha maturato nei rally lo abbia aiutato. È stato impressionante!” ha ammesso Max Verstappen. A fare da eco a Verstappen è stato anche Daniel Ricciardo: “quando ho visto passare Kimi davanti a me ho pensato ma da dove viene?”.

È andata peggio per Antonio Giovinazzi, finito 13esimo anche a causa di un problema alla radio che non gli ha permesso di comunicare col muretto: “è stata una gara lunghissima, diventata ancora più complicata dal fatto che non funzionava più la radio. Non potevo comunicare con la squadra. Alla fine si è trattato solo di arrivare alla bandiera a scacchi. Il vento poi non ha reso le cose facili. Le raffiche rendevano la macchina incostante da una curva all’altra ed era difficile trovare il ritmo. Speriamo di poter vivere un fine settimana migliore a Imola. Credo che il potenziale ci sia e che la pista ci si addica un po’ di più” ha ammesso Giovinazzi.

Sotto invece il camera car dell’impressionante prestazione di Kimi Raikkonen al primo giro del Gran Premio del Portogallo

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