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Richieste Acea ai politici europei per tutelare l’automotive

Boccata di ossigeno a settembre per le fabbriche di vetture

elettrica

Richieste Acea ai politici europei per tutelare l’automotive: l’Associazione Costruttori del Vecchio Continente lancia l’allarme. Ma partiamo dalla consueta puntuale analisi del mercato delle vetture nuove da parte dell’Anfia (filiera auto Italia). A settembre 2020, il mercato europeo torna a mostrare nuovamente una variazione positiva, dopo otto mesi di calo consecutivi. I Paesi dell’Unione europea allargata all’Efta e al Regno Unito (dal 2020 conteggiato al di fuori dell’UE), infatti, registrano 1.300.048 nuove immatricolazioni, in aumento dell’1% rispetto a settembre 2019.

Richieste Acea ai politici europei per tutelare l’automotive: supporto

Secondo l’Acea, i responsabili politici devono mettere in atto non solo gli obiettivi, ma anche le politiche di supporto richieste per tutti i tipi di veicoli. Se no, i target non sarebbero semplicemente raggiungibili.

In parole povere, se la politica spinge per l’auto elettrica, poi però deve anche provvedere alla rete di ricarica.

Queste politiche includono una fitta rete di punti di ricarica e stazioni di rifornimento in tutta l’Ue, schemi di incentivi economicamente sostenibili. In modo che la mobilità a emissioni zero possa diventare un’opzione accessibile e conveniente per tutti gli europei.

Inoltre, per sostenere la transizione verso una mobilità a emissioni zero, tutti i vettori energetici dovrebbero far parte di un sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue più forte che applica un prezzo del carbonio a un livello tale da guidare il cambiamento reale.

Italia indietro per l’auto elettrica

Sotto questo profilo, è chiaro che l’Italia sia indietro. Poche colonnine, rete scarsamente capillare. Eppoi, servirebbero anche bonus per le wallbox, le stazioni di ricarica casalinga.

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