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Tecnologia 3D contro le buche: missione possibile in Italia?

Le nostre città sono devastate dai crateri. Chissà se sia mai possibile operare con la tecnologia

Panasonic

Le nostre metropoli sono martoriate dalle voragini. Asfalto rovinato ovunque. Ma ora c’è la tecnologia 3D contro le buche: missione possibile in Italia? L’innovativa software company GPC Systems utilizza tecnologia 3D e Intelligenza Artificiale per risolvere più velocemente la questione delle buche stradali. Il 3D Pothole Dimensioning Software di GPC usa la tecnologia per fornire tempestivamente un’immagine precisa della rete stradale. E identificare così le strade che potrebbero deteriorarsi. Questa la promessa.

Tecnologia 3D contro le buche: in fretta e bene

Ciò consente riparazioni più rapide ed efficienti, riducendo anche le lamentele e permettendo ai comuni di gestire le strade in maniera proattiva. Almeno stando ai Produttori. Gli ispettori incaricati possono scattare foto delle buche tramite dispositivi mobili, come i tablet Panasonic Toughbook M1. Si veda l’immagine in alto. Sono dotati di tecnologia Intel RealSense integrata: il software di misurazione analizza all’istante la larghezza e la profondità del foro, calcolando il volume e il tipo di materiali necessari per ripararlo.

Può essere utilizzata su una distanza che varia da 16cm a 10m, in base alle condizioni di risoluzione e ambientali. È adatta a un utilizzo outdoor e offre una risoluzione di 1280×720. Inoltre, il display è visibile in presenza di luce solare e può essere utilizzato in modalità touchscreen, con una penna o con i guanti. Mentre la batteria garantisce 9 ore di autonomia con la possibilità di arrivare a 20 grazie all’ausilio della batteria estesa opzionale. Parliamo di caratteristiche dichiarate.

Tecnologie per l’asfalto: esperienze estero

Negli Usa, la modellazione 3D verrà implementata, tramite un contratto di distribuzione, sulla famosa Las Vegas Motor Speedway. Mentre, il Dipartimento per i trasporti inglese ha annunciato un finanziamento di 201 milioni di sterline per la rete stradale, di cui 50 destinati ai comuni per il recupero delle buche, e 23 per la sperimentazione di nuove tecnologie sempre dedicate alla riparazione delle buche stradali.

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