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Autostrade: incubo pedaggi per gli italiani

Perché le trattative Aspi-Stato sono ferme? Per le tariffe

cassa depositi

Si è sempre detto che Autostrade per l’Italia ha fatto soldoni a dismisura con i pedaggi autostradali. Lo Stato le dà in gestione la rete, Aspi in cambio fa manutenzione. Ma incassa i pedaggi. Più manutenzione e meno incidenti, e maggiori le tariffe al casello. Che comunque sono sempre cresciute. D’altronde, c’è una convenzione (un contratto) fra Stato e Aspi: il gestore incassava in modo legale. Tutto firmato e controfirmato dai politici per anni. Adesso però c’è un guaio. Autostrade verrà statalizzata (andrà alla Cassa depositi e prestiti) e il premier Conte ha detto che i pedaggi scenderanno: attenzione, incubo pedaggi per gli italiani, che ancora una volta potrebbe avere delle delusioni in materia di mobilità.

Autostrade: incubo pedaggi per gli italiani

La Cassa depositi e prestiti compra le azioni di Autostrade: mette dei soldi pesantissimi sul tavolo. Quanto, non si sa. C’è il timore di una valutazione troppo alta. Ma quando compra, si assume anche l’onere della manutenzione. Autostrade perfette al millimetro. Mai più un caso Ponte Morandi di Genova, crollato (sulla questione ci sono più filoni giudiziari). In più, c’è la Spada di Damocle dei pedaggi: devono scendere. L’ha detto Conte. Va bene che in Italia le cose si dicono, poi si fa l’inverso, tanto non si va alle elezioni. Però sarebbe il colmo che i pedaggi non scendessero.

Solo che la Cassa depositi e prestiti vuole vederci chiaro. Perché deve sborsare quattrini per Aspi, poi deve fare manutenzione e infine abbassare i pedaggi. Di qui il blocco, la paralisi. Tutto è come prima: non c’è stato ancora il passaggio annunciato di Aspi alla Cassa. Cher dovrebbe anche mettersi sul groppone tutte le cause fra Stato e Aspi: eredità i guai. Se compra, fa manutenzione, abbassa i pedaggi, segue il contenzioso, non è un investimento remunerativo. È una Cassa depositi, non un ente di beneficenza. Né un mutuo soccorso per politici.

Situazione strana di Autostrade

A questo punto, lo Stato ha prima promesso la revoca della concessione ad Aspi. Mai avvenuta, perché ha prevalso la paura di pagare 25 miliardi di euro di penale ad Aspi, più i soldi del contenzioso legale. Adesso, c’è la paralisi della Cassa depositi e prestiti, che non vuole prendersi un’imbarcata solo perché Conte ha fatto delle promesse. Ci sarà un ennesimo dietrofront? La storia del calo dei pedaggi sarà come la storia della revoca?

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