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Accordo Governo-Benetton su Autostrade: 8 punti

I Benetton saranno fuori dal capitale di Autostrade per l’Italia nell’arco di un anno

aspi revoca

Dopo il crollo del Ponte di Genova di due anni fa, il M5S aveva detto: revoca ad Autostrade per l’Italia. Guerra aperta contro i Benetton, che hanno in mano Atlantia, azienda che controlla Aspi. Adesso, qualcosa si è mosso. I Benetton saranno fuori dal capitale di Autostrade per l’Italia nell’arco di un anno: potrebbero tenere una quota di minoranza. Il loro peso specifico sarà enormemente inferiore; e il potere di governance? Ridotto al lumicino. Aspi una public company: entra lo Stato, escono i Benetton. Questo l’accordo Governo-Benetton. Si vedrà in futuro il vero risultato di quanto accaduto nelle scorse ore.

Accordo Governo-Benetton: cosa sapere

  1. L’intesa Governo-Benetton passa dall’ingresso di Cassa depositi e prestiti con il 51%, che renderà di fatto Aspi una public company.
  2. Ci sarà una revisione complessiva della concessione.
  3. Si vedrà il da farsi sui risarcimenti ai familiari delle 42 vittime del Ponte di Genova.
  4. Vedranno riviste al ribasso le tariffe: gli automobilisti ai casello pagheranno di meno, in qualsiasi modalità, Telepass incluso.
  5. Misure compensative a esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro;
  6. Rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario.
  7. Aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario;
  8. Aspi rinuncia alla clausola di assoluto privilegio che gli attribuiva il diritto di ottenere i mancati guadagni per tutta la durata della concessione (circa 23 miliardi) pur in caso di scioglimento del contratto per gravissimo inadempimento (come nel caso del crollo del Ponte Morandi).

Pedaggi Autostrade: la stoccata di Conte

Duro Conte sui pedaggi di Autostrade per l’Italia. Punta alla moderazione del sistema tariffario. Dice: nostri i pedaggi, loro i profitti? Non più. I Benetton hanno accettato di riformulare il piano tariffario secondo le nuove indicazioni dell’autorità regolatoria (ART). E hanno accettato di riportare in equilibrio economico e giuridico la convenzione che appariva totalmente squilibrata a favore di Aspi, cosa questa che è all’origine delle difficoltà di questo negoziato.

Qualche piccolo dubbio

Al di là delle strumentalizzazioni politiche, c’è da andare molto cauti a dire che questa sia una vittoria di Conte o del M5S. In particolare, occorre capire come farà la Cassa depositi e prestiti a far fronte alle uscite necessarie per rilevare le quote. La revoca di cui parlava il M5S non c’è stata. In attesa dei dettagli dell’accordo, qui c’è pur sempre lo Stato che interviene. Prudenza nel cantare vittoria, prudenza.

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