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FCA afferma che il suo diesel V-6 sarà certificato presto dall’EPA

Se quanto riportato da Fiat Chrysler Automobiles è la verità, l’indagine portata avanti dall’EPA  nei confronti dei motori turbodiesel V-6 del gruppo italo americano potrebbe concludersi molto presto. Il CEO della casa automobilistica, Sergio Marchionne, ha detto al Detroit News che la sua società e l’EPA sono vicini a raggiungere un accordo per le accuse dell’ente per la protezione ambientale secondo cui in alcuni modelli targati FCA vi sarebbero dispositivi di controllo delle emissioni. Insomma secondo quanto dichiarato dall’EPA si tratterebbe di una situazione simile a quella vissuta da Volkswagen.

FCA: le parole di Sergio Marchionne al Detroit News

Marchionne ha detto in un’intervista con i media la scorsa settimana che la casa automobilistica e l’EPA dovrebbero essere in grado di raggiungere un accordo che vedrà una correzione per i veicoli non conformi “in modo efficiente’. Dunque a quanto pare FCA potrebbe essere vicina ad una svolta positiva di questa situazione che nelle scorse settimane ha creato forti preoccupazioni nei confronti di tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti del gruppo italo americano ed in primis proprio da parte dello stesso amministratore delegato Sergio Marchionne. 

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FCA
FCA potrebbe presto chiudersi l’indagine aperta dall’EPA secondo quanto dichiarato al Detroit News dal numero uno del gruppo italo americano Sergio Marchionne

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Si spera di mettere fine alla questione che non ha giovato a Fiat Chrysler

Sergio Marchionne ha anche suggerito che la correzione potrebbe essere semplice come un aggiornamento del software sotto il cofano del veicolo. I motori in questione sono bollati come Ecodiesel e sono disponibili in pick-up Ram 1500 e sul Suv Jeep Grand Cherokee. Si stima che ci sono circa 140.000 di loro attualmente in circolazione negli Stati Uniti e che avrebbero bisogno di aggiornamenti del software, per lo meno, per essere in regola con il Clean Air Act. 

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vedremo dunque se queste parole del numero uno si riveleranno veritiere e se davvero FCA potrà mettere la parola fine a questa vicenda che di certo non ha giovato ala reputazione del gruppo italo americano soprattutto per quello che concerne gli Stati Uniti paese molto sensibile per quanto concerne queste tematiche così come ha dimostrato il dieselgate che negli scorsi mesi ha colpito il gruppo tedesco Volkswagen che solo nelle ultime settimane ha visto una conclusione con la casa automobilistica di Wolfsburg pagando però oltre 20 miliardi di dollari tra rimborsi, risarcimenti e multe. 

 

 

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