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Fiat 8V Supersonic Ghia: all’asta una delle più straordinarie Fiat di sempre

La Fiat 8V Supersonic carrozzata da Ghia sarà proposta all’asta il prossimo ottobre. Si tratta di una vettura dall’aspetto straordinario

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Quando la Fiat 8V Supersonic carrozzata da Ghia venne presentata al Salone dell’Auto di Parigi del 1953 chi la vide di presenza si trovò di fronte ad una vettura straordinaria, caratterizzata com’era da un andamento fortemente aerodinamico con elementi tondeggianti di gran classe. Sembrava un oggetto proveniente dal futuro visto che nel 1953 era una vettura fuori da ogni schema possibile ed immaginabile. Ma riuscì a garantirsi la piacevolezza dei francesi che l’avevano vista all’interno del loro Salone, ma anche agli americani.

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La 8V Supersonic di Ghia nasceva dalla volontà di realizzare una vettura interessante per il mercato americano. In ogni caso in Fiat comprendono che lasciare spazio ai carrozzieri per ricavare qualcosa di straordinario è la strada giusta. La 8V venne infatti declinata, oltre che da Ghia, anche da Bertone, Zagato, Pininfarina, Vignale e Balbo. La variante affidata a Ghia era stata realizzata sul disegno di Giovanni Savonuzzi. La 8V Supersonic Ghia derivava dalla Alfa Romeo Conrero per quanto concerneva il design delle forme esterne. La vettura Made in Alfa Romeo era stata realizzata da Virgilio Conrero con carrozzerie disegnate proprio da Savonuzzi. I riferimenti sono chiari.

Ad ottobre all’asta

La Fiat 8V Supersonic di Ghia venne costruita in soli 15 esemplari e uno di questi sarà proposto all’asta il prossimo 23 e 24 ottobre presso la Elkhart Collection di RM Sotheby’s. La vettura che sarà battuta all’asta è quella che venne ordinata dal designer Henry de Segur Lauve che a quel tempo lavorava alle dipendenze della General Motors sui bozzetti della futura Corvette. Le seducenti linee della 8V Supersonic lo conquistarono, tanto che ne volle una bianca dotata di interni in blu. La vettura provocò qualche grattacapo al Lauve che si lamentò con Fiat di alcuni problemi di motore riscontrati soprattutto durante l’utilizzo quotidiano. La risposta di Fiat fu spiazzante: la 8V Supersonic era stata concepita per i viaggi brevi o per ricchi piloti amatoriali. C’era da mettersi l’anima in pace.

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Ma Fiat cedette ugualmente tanto che inviò ben presto un nuovo propulsore, pretendendo di ricevere indietro il motore che aveva provocato problemi a Lauve. Ma quest’ultimo non restituì mai l’unità “problematica” che venne anzi montata su un’altra Supersonic. Ma nel frangente di tempo necessario all’arrivo del nuovo propulsore, Lauve installò un propulsore Chevrolet 283 V8 vendendo poi la vettura nel 1991. Il suo nuovo proprietario decise quindi di rimontare un propulsore Fiat originale dotato del numero di produzione 60 riportando la 8V Supersonic al suo vecchio splendore: installò ruote Borrani e ne curò parecchi dettagli riverniciandola nell’attuale colorazione amaranto. Ora la vettura si presenta in ottimo stato, tanto che il suo valore potrebbe crescere in maniera esponenziale.

Soluzioni all’avanguardia

Anche oggi la Fiat 8V Supersonic appare semplicemente straordinaria. Con la sua linea filante dotata del lungo cofano e di un tetto molto basso con i fanali posteriori simili agli ugelli di scarico dei motori aeronautici.

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Il lunotto era ricoperto da un elemento in Perspex per ottenere una leggerezza maggiorata. Molto bello il profilo bombato che nasceva sopra il passaruota anteriore fino a raggiungere la coda. L’abitacolo è caratterizzato dal quadro strumenti posto davanti il volante con linee decisamente futuristiche: le lancette della velocità e dei giri al minuto del motore si alzano specularmente andando a costituire un arco ideale. Il motore utilizzato era un interessante V8 da 2.0 litri.

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