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Prezzi Rc auto: compagnie libere di tenerli altissimi

Zero incidenti con la pandemia di coronavirus, ma le assicurazioni possono fare quello che vogliono in materia di tariffe Rca

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I prezzi Rc auto non calano dopo che il coronavirus ha azzerato gli incidenti. Ma le assicurazioni possono fare quello che vogliono in materia di tariffe Rca: è il libero mercato. L’Asaps (Amici Polstrada) chiede un intervento del Parlamento in sede di conversione del decreto Covid-19. Obiettivo: riconoscere a tutti gli intestatari di polizze ora in vigore un bonus.

Prezzi Rc auto: la richiesta Asaps

Il bonus Asaps sarebbe da quantificare e da scontare con il prossimo contratto. Uno sconto insomma: paghi 11 mesi e sei assicurato per 12. Da incrementare nel caso il fermo si protragga. Se lo meritano gli italiani, per altro le assicurazioni non hanno mai chiuso grazie alle giuste deroghe del Governo.

Lo si chiama bonus per assonanza col sistema bonus malus Rca. Si ha bonus in assenza di incidenti: nessun pesante aumento. Si ha malus in presenza di incidenti: rincaro fortissimo. Nel primo caso, miglioramento di una classe di merito; nell’altro, peggioramento di due classi in un colpo solo.

In teoria, più incidenti e più costi si associano a prezzi Rca più alti. Ora che sinistri e costi sono azzerati, sarebbe lecito attendersi ribassi immediati. Ma le compagnie sono libere di tenere i prezzi altissimi come oggi. Seppure in lievissimo calo da mesi, secondo l’Istat.

Che cosa dice l’esperto: Luigi Mercurio

Sulla questione, è intervenuto per primo Luigi Mercurio (infortunistica stradale). Dal 1994, anno della liberalizzazione, ogni assicurazione è libera di scegliere i prezzi che vuole. L’obiettivo della regola era un calo generalizzato delle tariffe Rca, grazie alla concorrenza fra le società, dice Mercurio. Il risultato è stato disastroso, con aumenti astronomici ovunque in Italia. Le imprese giustificano i rincari con il maggior numero di incidenti e di rimborsi. Pertanto, dicono le compagnie, i costi lievitano e si deve per forza maggiorare le polizze.

Dalle compagnie, il silenzio sui contratti Rc auto (eccezion fatta forse qualche rarissima eccezione). È stato l’esecutivo a prolungare la validità dei contratti: chissà, fosse per le compagnie, avremmo ancora i 15 giorni di tolleranza.

Massima libertà tariffaria

È che il mercato Rca è libero dal 1994: sono le compagnie a decidere i prezzi. Ed è una polizza obbligatoria: va pagata. Infatti, come spiega l’Ania (Associazione assicurazioni), la responsabilità civile, in termini generali, è un istituto giuridico. Composto da diverse norme: regolano l’individuazione del soggetto che ha leso un interesse altrui giuridicamente tutelato. Queste norme sono contenute nel Codice Civile. Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Nel caso della circolazione stradale il fatto illecito è la violazione del Codice della Strada.

L’assicurazione Rc auto garantisce alle vittime della strada il risarcimento dei danni subiti da persone o cose. Tale obbligo è conseguente a questi presupposti:

  1. il danno provocato a persone e cose è conseguente alla circolazione stradale di un veicolo a motore senza guida su rotaie;
  2. il conducente del veicolo ha la responsabilità totale o parziale del danno;
  3. esiste un rapporto di causa-effetto tra il fatto illecito e il danno ingiusto.

Rca come garanzia sociale

L’obbligatorietà dell’assicurazione Rca, che è l’abbreviazione di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, è stabilita da una norma di legge. Oltre a considerare tale obbligo come un dovere, per chi circola con un veicolo a motore, bisogna pensarlo anche come una garanzia sociale: garantisce il diritto al risarcimento per chi subisce il danno, dice l’Ania.

  • È impossibile immaginare una società moderna senza l’obbligo di assicurazione per i veicoli a motore circolanti. Infatti la polizza offre alla persona che arreca danno a terzi la copertura economica per il risarcimento del danno provocato, che in alcuni casi può essere di importo molto elevato. In definitiva, il fatto di essere assicurati è una garanzia per tutti: sia per chi arreca il danno e deve risarcirlo che per chi lo subisce e deve essere risarcito.
  • Il Codice delle Assicurazioni definisce quali veicoli devono essere assicurati. L’assicurazione è obbligatoria per tutti i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e rimorchi. E poi definisce dove: in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate. Quindi, posso parcheggiare la mia auto nella strada sotto casa senza assicurazione? No, perché sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate.
  • La Rca copre anche la responsabilità per i danni causati nel territorio degli altri Stati membri, secondo le condizioni ed entro i limiti stabiliti dalle legislazioni nazionali di ciascuno di tali Stati, concernenti l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, ferme le maggiori garanzie eventualmente previste dal contratto o dalla legislazione dello Stato in cui stazionano abitualmente.
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