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Un tuffo nel passato perduto: Lancia Aprilia Sport Zagato Aerodinamica

La storia della Lancia Aprilia Sport Zagato è una delle più particolari del panorama automobilistico, una storia di rinascita

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Ammettiamolo, la storia della Lancia Aprilia Sport Zagato è forse una delle più strane e particolari dell’intero settore automobilistico. La vettura nasceva infatti da una richiesta del 1936 a nome di Enrico Minetti il quale era un rivenditore Lancia di Milano. Il Minetti aveva richiesto la vettura a Ugo Zagato che nel 1919 aveva dato vita a Milano ad un’azienda omonima dopo aver terminato l’apprendistato all’interno di alcune aziende aeronautiche del tempo.

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La produzione iniziale della Zagato era infatti destinata all’aspetto produttivo e manutentivo delle carrozzerie automobilistiche e aeree. I materiali leggeri e l’apporto aerodinamico sono invece due elementi fondanti dell’intera produzione Zagato. È in questo contesto che Ugo fornisce al Minetti tre esempi di vetture caratterizzate da studi sulla carrozzeria di chiara ispirazione aeronautica.

Le auto da corsa alla base

Dopo un esordio indirizzato al settore del lusso, in Zagato comprendono intorno alla metà degli Anni ’20 che bisogna indirizzare l’intera produzione verso le vetture da corsa. Nascono così diverse coupé o spider con due soli posti secchi. Le vetture di Zagato cominciano a vincere presso i templi più rinomati delle corse del tempo, Mille Miglia e 24 Ore di Le Mans per fare qualche esempio. I piloti che le conducono sono leggenda: Tazio Nuvolari e Achille Varzi su tutti. Ma le Zagato trionfano anche durante i concorsi di eleganza dove le carrozzerie prodotte da Ugo Zagato vengono definite di bellezza necessaria.

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Negli Anni ’30 le linee delle vetture cambiano aspetto. Viene lasciato ampio spazio a carrozzerie avvolgenti e aerodinamiche. Zagato è uno dei primi a intuire la forza dell’aerodinamica applicata nel campo automobilistico. Le prestazioni vanno massimizzate privando le carrozzerie di inutili orpelli. Dalla collaborazione con la Lancia prendono quindi vita le Aprilia Sport Zagato, ma la bella Aprilia Sport Aerodinamica all’inizio degli Anni ’40 scompare per sempre. Si trattava di un prototipo unico destinato alle corse, ma durante la Seconda Guerra Mondiale scomparve sotto le macerie che i bombardamenti avevano prodotto radendo al suolo la Zagato di Milano.

Nel 2006 ritorna in vita

È quindi un ritorno al passato quello visto nel 2006, al compimento dei 100 anni della Lancia. La Lancia Aprilia Sport Aerodinamica risorge dopo un lungo processo di ricerca e studio. In accordo con le nuove tecnologie che rendono fattibile un’operazione impossibile da mettere in pratica in precedenza.

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In quell’occasione Andrea Zagato, la terza generazione della famiglia dell’azienda omonima, decide che è il momento giusto per far tornare in vita la splendida Aprilia Sport Aerodinamica. Ma deve essere la stessa del 1938, nulla deve essere differente. Si sceglie di utilizzare come base una Aprilia stradale del 1937, per il resto vengono in soccorso delle mal ridotte fotografie dell’epoca. Bisogna quindi utilizzare un complesso processo fotometrico che il Reparto Design di Zagato utilizza per ricreare virtualmente la carrozzeria dell’Aprilia di fine Anni ’30.

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Le fotografie di partenza erano due, fortunatamente una mostrava la parte anteriore della vettura con vista di tre quarti e una la parte posteriore con la stessa vista. Un ottimo punto di partenza. Il lavoro vero e proprio che conduce alla realizzazione finale della vettura è frutto del sapere artigianale di aziende che operano nel settore del restauro. Ma il supporto di Lancia è stato comunque fondamentale.

Un’autentica rinascita

Si tratta di una vera a propria rinascita per la Lancia Aprilia Sport Aerodinamica Zagato Sanction Lost. La vettura originale non esiste più, ma la digitalizzazione ha permesso miracoli così come la riprogettazione al CAD che in accordo con lavorazioni CNC hanno riprodotto fedelmente le linee della vettura degli Anni ’30. È quindi una vettura totalmente nuova quella prodotta da Zagato 14 anni fa.

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La lamiera della carrozzeria è stata quindi abilmente realizzata a mano da battilastra tradizionali. Il risultato finale è una sinfonia di linee perfettamente tese e punti salienti senza soluzione di continuità, che risolvono impeccabilmente i limiti delle tecniche di costruzione prebelliche nel mettere in pratica un concetto simile. Modellata come la sezione trasversale di un’ala, indisturbata dai parafanghi esterni, questa vettura rappresenta una pietra miliare nella di Zagato. Una chiara attestazione del fatto che si può rinascere sempre, se si vuole.

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