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In auto senza permesso: fino a 4.000 euro di multa

Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro. Più un terzo per chi va in auto

coronavirus controlli

Emergenza coronavirus: altro giro di vite del Governo a chi va in auto senza permesso, con multa da 400 a 4.000 euro di multa. Sono infatti 3.000. Più un terzo per uso dell’auto. Sono 4.000. No sequestro di Stato. Ma se le Regioni vogliono, sì al sequestro.  È quanto scritto nella bozza di decreto che circola. E non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o dalle altre disposizioni di legge attributive di poteri per ragioni di sanità. A meno che sia commesso un delitto.

In auto senza permesso: ennesimo giro di vite

Si tratta dell’ennesimo giro di vite per chi va in auto senza permesso, con decreto. Per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus Covid-19, su specifiche parti del territorio nazionale vengono adottate misure fino al 31 luglio 2020. Tradotto: da qui sino a fine luglio, c’è la possibilità di modularne l’applicazione in aumento o in diminuzione. Secondo l’andamento epidemiologico del virus.

In auto senza permesso mai

In macchina, attenzione a portare l’autocertificazione valida. E occhio alle limitazioni della circolazione delle persone. Sì ai permessi limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni. Inoltre, ecco i punti chiave per chi va in auto.

  • Chiusura al pubblico di determinate strade urbane.
  • Divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali.
  • Applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva: riguarda tutti, anche chi guida.
  • Divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone fisiche sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus.
  • Possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci, automobilistico. E di altro tipo.

Carrozzieri, meccanici e gommisti? Sì

C’è la limitazione o sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo. Con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio. Pertanto, per ora, carrozzieri, meccanici e gommisti aperti. Come prima. Purché si prendano misure specifiche.

Se non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale.

Spostamenti in auto ammessi: quando

Rimangono consentiti i movimenti in auto effettuati per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità. O per motivi di salute. Che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere.

Sì agli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale. Ok gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro Comune. Se le Regioni vogliono, possono dare un altro giro di vite.

I numeri del corona: denunce, contagi, morti

Nella giornata di ieri le Forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 228.550 persone e 9.949 sono state denunciate. Salgono così a 2.244.868 le persone controllate dall’11 al 23 marzo 2020. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del coronavirus sul territorio nazionale, al momento 54.030 persone risultano positive al virus. A oggi, in Italia sono stati 69.176 i casi totali. Sono 8.326 le persone guarite. I deceduti sono 6.820, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.