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C’era una volta la serie Elettra di Fiat

La serie Elettra di Fiat comprendeva Panda, Cinquecento e Seicento, tutte declinate nella variante alimentata elettricamente

Fiat Cinquecento Elettra

La nuova Fiat 500 Elettrica è ormai pronta al debutto, con l’annullamento del Salone di Ginevra la nuova variante dell’iconica 500 debutterà domani. Tuttavia in pochi si ricorderanno la Fiat Cinquecento Elettra dei primi Anni ’90. In quel periodo Fiat aveva cominciato a ragionare su alcune varianti elettriche dei suoi modelli più iconici del tempo. Soprattutto utilitarie. Fu in questo contesto che comincia la storia della Cinquecento e della Panda che diventano Elettra. Seguite più avanti dalla Seicento Elettra e dal Ducato Elettra Bus. Un primo passo verso l’elettrificazione quasi pioneristico.

Un reparto specifico

In quel periodo al Lingotto avevano creduto fortemente nella possibilità di realizzare vetture in grado di essere alimentate con soluzioni alternative. Presso la sede di Arese, dove trovava sede l’allora stabilimento di Alfa Romeo, già nel 1996 era sorto un polo specializzato. La struttura risultava utile per la ricerca sugli autoveicoli alimentati con energia alternativa, capaci anche di non inquinare. Il reparto si chiamava V.A.M.I.A. ovvero Veicoli A Minimo Impatto Ambientale. L’obiettivo era anche quello di convogliare in questa sede gli esuberi provenienti dal Biscione. In quella stessa sede, nacque più tardi anche la Fiat Multipla Hybrid Power.

La Panda Elettra

Nel 1990 arriva quindi la Panda Elettra che sfruttava la medesima scocca e la stessa meccanica della Panda 750 Fire, sebbene ospitasse un motore elettrico da 14 KW dotato di 12 batterie al piombo. Le batterie vengono installate nello spazio utilizzato solitamente dal divano e dal bagagliaio. Tuttavia al di sopra delle batterie c’era un piano di carico che poteva sostenere un peso complessivo di 150 chilogrammi. Diventava così una vera e propria Panda Van con una capacità inferiore e emissioni assenti. Tuttavia la Panda Elettra mantiene la possibilità di utilizzare la frizione e anche il cambio manuale a quattro marce, sebbene si poteva lasciarlo in terza marcia e proseguire tranquillamente.

Fiat Panda Elettra

La Panda Elettra può raggiungere i 70 km/h di velocità massima e permette di percorrere circa 100 chilometri. Si ricarica in 8-10 ore. Le batterie si possono sostituire ogni 35.000 chilometri percorsi per un costo che all’epoca era fissato in 2.500.000 lire. Il fatto che per acquistarla bisognava sommare all’importo della Panda 750 Fire altri 25.600.000 lire, la rendeva praticamente impossibile da scegliere per i privati. Diventa quindi utile agli enti pubblici e ad alcune amministrazioni per avviare i primi esperimenti di car sharing in città.

Nel 1992 è il turno della Panda Elettra 2 con potenza maggiore (ora pari a 17,7 kW). Sono nuove anche le batterie, ora al nickel-cadmio, e la mascherina frontale che nasconde la presa di ricarica. Vengono resi disponibili anche pneumatici a basso attrito e un computer di bordo per monitorare la percentuale di carica residua e altri parametri.

La Cinquecento Elettra

Sempre nel 1992 arriva anche la Fiat Cinquecento Elettra, solamente un anno dopo dell’esordio della piccola utilitaria di Fiat. La Cinquecento Elettra veniva realizzata su richiesta, fino al 1996 quando si chiuse definitivamente la sua produzione ne furono prodotte soltanto un centinaio. Rispetto alla Panda Elettra la Cinquecento Elettra prevede un motore elettrico più piccolo, da 9,2 kW, e prevede un cambio manuale a cinque rapporti. La velocità massima era di 80 km/h e si potevano percorrere circa 70 chilometri. Anche in questo caso c’erano 12 batterie AGM al piombo poste pure in questo caso nel bagagliaio posteriore, ma una parte veniva alloggiata nel vano motore anteriore.

Fiat Cinquecento Elettra - 2

Più avanti le batterie al piombo vennero sostituite da accumulatori al nickel-cadmio che permettono di raggiungere la velocità massima di 85 km/h e un’autonomia di 100 chilometri. Per ricaricarla servivano circa 8 ore.

La Seicento Elettra

Già al debutto, nel 1998, la nuova Seicento è disponibile nella variante elettrica Elettra. Il passo avanti risulta considerevole. Si hanno finalmente quattro posti grazie al nuovo posizionamento delle batterie, poste ora in parte sotto il tunnel centrale. Ci sono ulteriori otto elementi posti nel vano motore anteriore e dieci nel bagagliaio posti sotto il tunnel centrale e sotto il divano posteriore.

Le differenze con la versione standard della Seicento sono i sedili anteriori spostati verso la parte esterna della vettura per lasciare spazio al tunnel di dimensioni maggiori, e le conseguenti portiere con pannelli più piatti. Il pacco batterie prevede 18 elementi al piombo da 12 Volt tutti collegati in serie che pesa circa 400 chilogrammi. Vengono quindi previste nuove sospensioni rinforzate. Le batterie permettono circa 600 cicli di ricarica e garantiscono un’autonomia di circa 90 chilometri.

Fiat Seicento Elettra

La trazione è posteriore grazie ad un propulsore di dimensioni ridotte, asincrono trifase a corrente alternata, differente rispetto ai precedenti modelli a corrente continua. Viene posizionato dietro e permette una velocità massima di 100 km/h e un’accelerazione da 0 a 50 km/h in soli 8 secondi. Interessante il fatto che il propulsore, in frenata, reagisce come un generatore ricaricando le batterie. Scompaiono il cambio e la frizione, gli unici due pedali sono l’acceleratore e il freno. C’è poi un selettore a cinque posizioni: P, Parking, N, Neutral, R, Reverse, D, Drive e E, Economy. Interessante il doppio clacson: uno tradizionale e uno per avvisare i pedoni che produce quindi un suono meno accentuato. In retromarcia si avvia invece un segnalatore acustico automaticamente.

Prezzo troppo alto

Durante ila sua produzione, terminata nel 2005, la Seicento Elettra veniva offerta anche nella variante Van. Tuttavia il costo risultava anche in questo caso proibitivo, nell’ordine dei 40 milioni di lire. Divenne quindi perfetta sempre per enti pubblici o forze armate che disponevano di piccole flotte ottenute grazie a fondi pubblici specifici. Tuttavia la Seicento Elettra aveva anche qualche problema. I tecnici dell’assistenza Fiat non le riparano e possedevano spesso guasti relativi all’impianto elettrico, spesso fin troppo costosi per fissare una possibile riparazione.

La storia delle Fiat Elettra dimostra che già negli Anni ’90 Fiat risultava molto attiva nel settore delle vetture elettriche. Fiat, e PSA, erano gli unici ad avere a quel tempo più di una vettura elettrica nella propria gamma. Tuttavia oggi sono tanti gli appassionati che mantengono in vita queste vetture speciali, talvolta migliorandone anche le prestazioni. Attendiamo quindi la nuova Fiat 500 Elettrica (di cui già sappiamo qualcosa in più) che rappresenta sicuramente un progetto di grande fascino e sensibilmente superiore rispetto alla sua antenata.

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