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Ferrari: nascosti all’apparenza

In Ferrari hanno mutato l’approccio ai test invernali, dopo il deludente avvio di stagione dello scorso anno dopo gli ottimi risultati ai test

Ferrari Barcellona 2020 _ 1

Questa prima tornata di test pre stagionali al Montmelò si è conclusa intorno alle 18.00 di oggi. C’è stato molto da vedere a Barcellona in questi primi tre giorni che sono anche il preludio della stagione che sta per cominciare. Se forse una delle novità che ha catalizzato l’attenzione maggiore è sicuramente quella legata al sistema DAS della Mercedes, proviamo a capire come sono andate le cose in casa Ferrari.

Non ci vuole molto a comprendere che la Scuderia di Maranello è approdata a Barcellona col chiaro intendo di approcciarsi in modo diverso al nuovo anno. Il profilo basso di cui avevamo parlato già nelle scorse settimane sembra essere una prerogativa essenziale in quella che pare una Scuderia tutta nuova. Almeno sotto questo punto di vista.

Vettel Barcellona 2020 _ 2

Giudicare la nuova SF1000 non è facile come sembra. La monoposto sembra destinata ad un’evoluzione che vedremo soltanto la prossima settimana e pare che fino a questo momento abbia tenuto nascosto il suo potenziale. D’altronde il secondo lotto di test della prossima settimana è quello che condurrà poi all’apertura di campionato fissata ormai da tempo a Melbourne.

Cambiamento di approccio non negato

La volontà di destinare una nuova tipologia di approccio non è stata mai negata dagli uomini della Scuderia. Non ne fa mistero Mattia Binotto, che oggi è comunque apparso più preoccupato del solito visto l’inconveniente alla power unit. Il team principal della Ferrari lo ha detto durante una conferenza stampa svoltasi oggi: “seguiamo un approccio differente rispetto al recente passato. Stiamo provando a comprendere come si comporta la nostra SF1000 lavorando su set up differenti sia per quanto riguarda le sospensioni che per quello che concerne l’aerodinamica. Ricerchiamo anche la corretta correlazione dei dati espressi in pista con quelli provenienti dalle simulazioni. Lo scorso anno eravamo parecchio ottimisti in questa stessa fase visto che avevamo trovato ottimi riscontri provenienti dai tempi sul giro. Poi sappiamo come sono andate le cose. Vediamo allora cosa succederà la prossima settimana e poi a Melbourne proveremo a capire quali sono i veri valori in campo”.

Binotto Barcellona 2020 _ 1

Già mercoledì gli faceva eco anche Charles Leclerc. Il monegasco aveva subito ammesso: “abbiamo cambiato il nostro approccio rispetto a come procedevamo durante i test dello scorso anno. In quell’occasione ogni cosa sembrava particolarmente promettente. Quest’anno abbiamo deciso che è il caso di concentrarci sulla conoscenza profonda della monoposto. Quindi non possiamo parlare di performance attualmente”. Nel 2019 la SF90 era apparsa la monoposto migliore del lotto, salvo poi ritrattare a Melbourne dove cominciarono ad emergere i problemi.

Meglio attendere ancora una settimana

Se quindi la Ferrari vista in questa tre giorni al Montmelò è apparsa un poco in ombra, vedremo cosa succederà la prossima settimana. Binotto che come sempre sa bene come mettere da parte le emozioni, ha ammesso che probabilmente in questo momento tutti gli altri sembrano più veloci. Ma nessuno sa di quanto. “Penso che al momento sia troppo presto per stilare una classifica che riporti i reali valori in campo. Abbiamo sfruttato questi tre giorni per raccogliere i dati che ci servivano. La prossima settimana metteremo in pratica simulazioni vere e proprie di gara e qualifica”.

Ferrari Barcellona 2020 _ 5

Quindi Binotto ha affermato che mai in questi tre giorni hanno puntato alla ricerca della prestazione pura, anche perché “spesso abbiamo girato in condizioni non ottimali”. Un po’ le stesse dichiarazioni fornite da Leclerc mercoledì: “è davvero difficile dire dove siamo adesso. Non abbiamo mai cercato il limite”. Quindi emerge un certo grado di fiducia, che è anche quella che bisogna riporre nelle donne negli uomini di Maranello. Anche se ora tutti vogliono capire come va questa nuova SF1000, ma non è facile dirlo.

La ricerca sui tempi fissata alla prossima settimana

È ormai chiaro che in casa Ferrari c’è stata la non velata volontà di mettere da parte i tempi. Meglio quindi conoscere bene la nuova monoposto. Non è un caso se le monoposto Ferrari sono rimaste spesso a lungo all’interno dei box. Fino a ieri non si erano nemmeno riscontrati problemi meccanici, piuttosto si è preferito ricercare set up e approcci differenti. Le Ferrari hanno girato spesso con tanta benzina a bordo e molte volte senza nemmeno sfruttare i vantaggi del DRS in rettilineo. Chiari segni che la prestazione può aspettare, o magari che in Ferrari si stanno nascondendo consci forse del potenziale a disposizione.

Ferrari Barcellona 2020 _ 4

Se Leclerc ha bisogno di aumentare il ritmo per comprendere come va una monoposto, per Sebastian c’è bisogno di un approccio più schematico che ben si sposa con la nuova struttura dei test imposti dalla Scuderia ai suoi piloti in questa tre giorni spagnola. I dati raccolti hanno permesso ai tecnici di configurare pregi e difetti della nuova monoposto. Ma i giudizi dei due piloti sono apparsi i medesimi se si guarda alla ricerca del carico aerodinamico.

Pare che questa SF1000 abbia trovato la chiave giusta per aprire la porta della corretta ricerca del carico mancante in altre occasioni. Sia Vettel che Leclerc hanno confermato che la monoposto possiede valori di carico aerodinamico superiori a quelli riscontranti in passato. Pare che la nuova Rossa sia in grado già di beneficiare di un comportamento di gran lunga superiore in curva rispetto alla SF90. Sebbene, dall’esterno, gli osservatori più attenti hanno anche notato un sottosterzo a volte fin troppo evidente.

Non c’è preoccupazione evidente

A primo impatto gli uomini del Cavallino Rampante sembrano non possedere alcuna forma di preoccupazione. Nemmeno dopo la rottura della power unit sulla SF1000 di Vettel stamattina. Lo stesso Mattia Binotto non ha parlato infatti del problema patito da Vettel stamattina, si è detto soltanto meno ottimista rispetto allo scorso anno. C’è la voglia di tenere ben saldi i piedi per terra, dopo la scottatura presa lo scorso anno ora si vuole seguire la linea del basso profilo. E in Ferrari hanno ragione.

Questa Ferrari appare comunque molto più ben pensata rispetto allo scorso anno, come se la SF90 fosse utilizzata da base per un prodotto realizzato ancora meglio adesso. Rimane il dubbio che a Maranello vogliono stare ben coperti in quella zona d’ombra che si addice alle nuove direttive pensate da Binotto. Probabilmente la settimana prossima si vedrà invece di che pasta è fatta questa SF1000.

Vettel Barcellona 2020 _ 3

Nel frattempo oggi Vettel ha comunque totalizzato 100 tornate visto che comunque è tornato a girare già poco dopo le 14.00 del pomeriggio. In totale la tre giorni di questi test pre stagionali ha costituito un totale di tornate molto interessante per la Ferrari: ben 354 giri che significano ben 1.648 chilometri percorsi. La sensazione che si ha è quella di essere di fronte ad un cantiere aperto dove si ragiona su differenti valori prestazionali da abbinare ad un carico aerodinamico che ora c’è.

Una monoposto differente

Non sono pochi quelli che affermano che a Maranello stanno lavorando ad una soluzione differente per la seconda fase dei test. La Ferrari vista fino ad oggi ha quasi copiato l’approccio visto in casa Mercedes lo scorso anno (che a sua volta ha copiato quello Ferrari del 2019 pensando subito ai tempi). Quelli di Mercedes nel 2019 avevano infatti sfruttato un approccio iniziale privo della ricerca dei tempi, volto più al nascondimento.

Quella vista in questi tre giorni a Barcellona è una SF1000 del tutto simile a quella presentata al Teatro Valli di Reggio Emilia. Molti pensano che la prossima settimana ci sarà una nuova monoposto sul tracciato del Montmelò. Qualcuno dice che la parte anteriore potrebbe derivare dal muso stretto visto sulle Mercedes, ma Leclerc ha già affermato che probabilmente non ci saranno grosse novità “da quello che so”.

Ferrari Barcellona 2020 _ 2

Insomma, a Maranello hanno deciso di andarci piano e di cominciare questa stagione all’opposto di quello che era stato l’avvio del 2019 rivelatosi ben presto un palliativo. Bello e buono. Ora non sappiamo se è tattica o voglia di stare nell’ombra ma i dati chiariscono che questa Ferrari vuole stare un passo in dietro. Per ora. È chiaro che le velocità di punta, mai all’altezza della concorrenza, suggeriscono mappature non spinte. I tempi inoltre chiariscono la volontà di concentrarsi sulle simulazioni da passo gara, mirate a scoprire questa Rossa SF1000. Meglio focalizzare la situazione la settimana prossima, quando forse verrà fuori la vera anima di questa nuova Ferrari.