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Incidenti stradali: strage di bambini nel 2019

Nel corso del 2019 ben 40 bambini hanno perso la vita per incidenti stradali

incidenti stradali

Nel 2019 i bambini da 0 a 13 anni morti sulle strade sono diminuiti rispetto al 2018, ma non abbastanza, infatti i numeri rimangono ancora angoscianti. Dallo studio condotto dall’ASAPS emerge che in 38 incidenti stradali registrati sono state 40 le piccole vittime (28 maschi e 12 femmine), 9 in meno in confronto all’anno precedente (-18 per cento) e gli stessi del 2017.

Numeri quantomeno inferiori se confrontati al 2014 (65), 2015 (42) e 53 (2016). Nelle statistiche rientrano pure i bimbi investiti da mezzi agricoli (2 nel 2019) e quelli travolti da genitori o parenti (1). In 3 episodi il conducente del mezzo coinvolto è risultato ubriaco.

L’indagine ha rilevato 21 decessi che va da 0 a 5 anni, 9 da 6 a 10 anni, 10 da 11 a 13 anni. Infine, se ne aggiungono 2 “prima di nascere” a causa di incidenti stradali: 1 intrauterino e 1 in gestanti che hanno perso la vita. Inoltre, fra le 40 vittime 8 erano straniere o di origine straniera, pari al 20 per cento. Nel 2018 erano stati 43 gli incidenti stradali, nove in più rapportati al 2017.

Incidenti stradali: montare seggiolini omologati è fondamentale

Il 2019 ha anche registrato 77 incidenti stradali con bambini feriti o decessi accaduti nelle adiacenze di un istituto scolastico o durante la tratta casa-scuola, e viceversa. Uno in meno rispetto al 2018. Delle 40 vittime 24, pari al 60 per cento, erano trasportate a bordo dei veicoli, in netto incremento al 2017, quando ne vennero conteggiati 25. Questa statistica attesta l’importanza del fissaggio sui seggiolini, con le modalità di sicurezza stabilite dal Codice della Strada.

Non è dato sapere quanto fra queste 24 vittime fossero regolarmente allacciate, sebbene sia presumibile tocchino una percentuale significativa. In particolare, i casi di espulsione dall’interno del mezzo dopo lo schianto. Un bambino era in sella sulla moto, 3 sono stati travolti mentre andavano in bici, dato in netto miglioramento rispetto ai 12 piccoli ciclisti scomparsi nel 2018. Confermato il numero di quelli a piedi per strada del 2018, pari a dodici.

Per quanto riguarda le strade maggiormente pericolose, il triste titolo va alle strade statali e provinciali: ben 22. A 10 le strade urbane, 6 le autostrade e 2 i fondi o strade agricole. Il più elevato numero di bimbi morti sulle strade lo hanno fatto registrare l’Emilia-Romagna con 7, il Piemonte con 5, la Lombardia, il Veneto e la Campania e la Sicilia con 4.

Incidenti stradali: dietro a ogni piccola vittima c’è l’errore di un adulto

In base all’indagine effettuata, l’ASAPS lancia un messaggio: c’è sempre l’errore di un adulto per ogni bambino che perde la vittima sulla strada. Il sogno dell’Associazione è quello di porre dei begli zero nelle caselle del loro Osservatorio. Pertanto, continuerà con insistenza la sua campagna informativa per tutelare i piccoli sulle strade facendo appelli agli adulti affinché li trasportino con il seggiolino secondo le norme legislative e li rispettino severamente nel momento di salire a bordo.

Rispettare le disposizioni è un passo fondamentale per contenere il problema. Tuttavia, c’è talvolta confusione sulle direttive da rispettare perché nel corso degli anni sono cambiati continuamente gli standard. Le norme da applicare sono varie, ecco perché capita che, pur con le migliori intenzioni, qualche guidatore commetta errori. Ebbene, l’articolo a cui fare riferimento in materia è l’art. 172 del Codice della Strada.

Lo stesso prevede l’impiego da parte di tutti gli occupanti delle cinture di sicurezza. In aggiunta, l’articolo impone per i passeggeri di età pari o inferiore agli 11 anni e di altezza inferiore a 1 metro e 50 l’aggancio a un sistema di ritenuta omologato, idoneo alla loro statura e al loro peso. Vanno utilizzati indipendentemente dalle circostanze, sin dai primi giorni di esistenza dei piccoli e pure per brevi tragitti. Non esistono discriminanti a tal riguardo.

Nel recepire la direttiva 2014/37/UE, il Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti prescrive in un decreto che i sistemi di ritenuta per i bimbi, adoperato a bordo dei veicoli destinati al trasporto di persone e di merci, devono essere conformemente omologati alle direttive della Commissione economica per l’UNECE (Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite).

Dal 2017 sono in vigore due normative dei suddetti sistemi (seggiolini, navicelle, ovetti) in Europa con un differente sistema di classificazione. Si tratta della ECE R44 fondata sul peso del bimbo e la ECE R129 (i-Size) che correda la precedente con tante novità, compresa la classificazione a seconda dell’altezza.

UNECE 44: i Gruppi a seconda del peso

Le norme UNECE 44 e revisioni successive fanno fede al peso del bimbo. Dunque chi acquista seggiolini omologati eCE R44 ai sensi di questa normativa, dovrà decidere in relazione al suo peso, secondo la seguente classificazione in gruppi:

Gruppo 0: navicelle fino a 10 kg, dalla nascita fino a 1 anno circa, idonee per i più piccoli e, qualora accettate, vanno collocate in senso trasversale sui sedili posteriori.

Gruppo 0+: gli ovetti fino a 13 kg, dalla nascita ai 18 mesi circa. Normalmente bisogna posizionarli sul sedile posteriore in senso opposto a quello di marcia. Altrimenti, se disposti sul sedile anteriore è tassativo disattivare l’airbag, laddove presente.

Gruppo 1: dai 9 ai 18 chili, dai 9 mesi fino a 4 anni circa. È necessario disporli sui sedili posteriori rivolti unicamente verso il senso di marcia. Tali dispositivi vanno fissati all’automobile tramite la cintura di sicurezza. La cintura deve essere accuratamente tesa in modo da scongiurare qualsiasi spostamento e fatta passare all’interno della struttura del seggiolino.

Gruppo 2: dai 15 ai 25 chili, da 3 a 6 anni circa. I seggiolini autorizzati comprendono cuscini provvisti di braccioli e in certi modelli dal piccolo schienale. Posizionati sui sedili posteriori o anteriori, rivolti nel senso di marcia, servono a sollevare il bambino in maniera da poter applicare le cinture di sicurezza della macchina, cosicché passino nei punti corretti (non sopra il petto e il collo, bensì sopra il bacino e la spalla).

Gruppo 3: dai 22 ai 36 kg, da 5 fino a 12 anni circa, collocati sui sedili posteriori o anteriori rivolti verso il senso di marcia. In tale circostanza si tratta di un seggiolino di rialzo, privo di braccioli, utile ad elevare l’altezza del piccolo, cosicché le cinture di sicurezza siano adoperabili.

Per montare e utilizzare correttamente i seggiolini auto è essenziale attenersi al Manuale delle istruzioni.

La normativa ECE 129 (i-Size) basata sull’altezza

In aggiunta (e non sostituzione) all’UNECE 44, la normativa ECE 129 permette di scegliere quale tipo di seggiolino comprare in relazione alle caratteristiche di omologazione ed alle specifiche esigenze. Stando al regolamento chi desidera ordinarne uno omologato secondo le indicazioni lo farà in base alla statura, in rapporto al peso.

Sotto i 125 cm di altezza è introdotto l’obbligo dello schienale e del seggiolino auto rivolto in senso contrario a quello di marcia fino a 15 mesi. I dispositivi ammessi hanno l’installazione di tipo ISOFIX, una forma di fissaggio internazionale. Conformata al sedile del mezzo senza l’impiego della cintura di sicurezza, presuppone una specifica predisposizione del veicolo.

Attacco ISOFIX

La norma i-Size prevede anche l’obbligo dell’attacco ISOFIX per i prodotti indirizzati ai bambini più piccoli (max 1.05 m di altezza) e l’omologazione per la protezione da impatti laterali. Il sistema di aggancio internazionale non sfrutta le cinture di sicurezza della macchina ma stabilisce l’installazione diretta del seggiolino con i ganci presenti sul sistema di ritenuta.

Attualmente rappresenta la modalità maggiormente stabile e sicura di aggancio, specie per la semplicità di installazione che spazza eventuali errori in fase di montaggio. Solamente le auto in produzione dal 2006, tuttavia, lo contemplano ed essendo ancora in vigore la normativa ECE R44 non è affatto obbligatorio sostituire la vettura se sprovvista degli attacchi Isofix.

Gli airbag non escludono l’uso della cintura di sicurezza: questi dispositivi sono progettati per funzionare in abbinamento. Anzi, rinunciarvi può perfino arrecare lesioni peggiori. Relativamente ai bimbi, la legge prevede che il seggiolino auto venga posto sul sedile anteriore solamente se l’airbag è stato precedentemente disattivato oppure non sia previsto sul lato passeggero. Per questioni strutturali può infatti essere letale per coloro che viaggiano sul sedile anteriore nel senso di marcia.

Sanzioni

In generale, chi trasgredisce la legge va incontro ad una multa da 80 a 323 euro, più la sospensione della licenza di guida da 15 giorni a 2 mesi, laddove nel giro di due anni si verifichino due sanzioni.