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F1 Commission: rivoluzione a partire dal 2021

Chase Carey anticipa la fumata bianca nei negoziati

Chase Carey F1 Commission

Da tempo ormai il mondo della Formula 1 è alle prese con la stesura dei nuovi regolamenti che col 2021modificheranno in maniera tangibile la competizione motoristica. Tra le novità poste in essere figurerà pure il sistema atto a delineare il regolamento. Oggi l’amministrazione della F1 è in mano alla F1 Commission, un ente incaricato di deliberare le scelte, poi ratificate al Consiglio Mondiale della FIA per il definitivo via libera.

Tuttavia questa costituisce solamente una parte dell’iter attraversato. Sebbene in via ufficiale non abbia valenza politica, nel processo ha un ruolo cruciale anche il cosiddetto Strategy Group. È la sede in cui vengono promosse oppure bocciate le nuove proposte prima ancora della relativa presentazione alla Formula 1 Commission. L’organo in questione riceve rapporti da diversi gruppi di lavoro, tra cui, i più importanti, sono lo sportivo e il tecnico. Dunque, stabilisce se approvare, correggere o declinare le soluzioni vagliate.

F1 Commission: trafila decisione snellita

Dal prossimo anno la trafila decisionale sarà decisamente snellita. Infatti, dal 2021 lo Strategy Group verrà abolito e sarà introdotta un’unica sede di confronto dove si raduneranno attorno al tavolo i portavoce di FIA, Liberty Media (come proprietario dei diritti commerciali) e le squadre. In buona sostanza, nascerà una Formula 1 Commission sotto nuovievesti rispetto all’attuale. Oggi hanno voce in capitolo pure tanti altri soggetti, come i fornitori di pneumatici, gli sponsor e i promotori dei Gran Premi, per un totale complessivo di nove rappresentanti, che stando alle voci trapelate perderanno perso nei negoziati.

Dal 2021 il sistema in oggetto assicurerà procedure decisionali meno laboriose grazie al rinnovamento previsto in tutto l’apparato. Lo Strategy Group e la F1 Commission saranno eliminati, lasciando il posto ad un’unica commissione che sarà formata da 30 persone aventi diritto di voto. L’organico prevedrà dieci portavoce della FIA, dieci di Liberty Media e infine altri dieci designati dai team, uno per squadra. Per quanto attiene alle quote di maggioranza, una sarà composta da 25 voti favorevoli, ed una da 28.

Voti favorevoli: i due scenari

Nella prima casistica figureranno i provvedimenti presi per il campionato in corso o quello successivo, ma solamente a patto che il pronunciamento in materia avvenga entro il 30 aprile. A partire dal 1° maggio i voti minimi per deliberare un nuovo articolo di regolamento o correggerne uno già presente saranno 28. Un sensibile rinnovamento, in quanto finora la variazione delle norme vigenti richiedeva l’approvazione unanime di ciascun componente investito della facoltà di esprimersi.

Altrettanto degna di considerazione è l’abolizione dello Strategy Group. L’organo venne istituito esattamente sette anni fa, nel 2013, e non tutte le scuderie furono chiamate al tavolo delle trattative, bensì solamente sei ottennero l’ammissione. La discriminante ha provocato numerose polemiche tra gli esclusi. A tal proposito un tangibile passo in avanti è stato compiuto con il subentro in Formula 1 di Liberty Media, che ha appoggiato l’ammissione agli incontri pure delle squadre escluse, ma senza diritto di voto. Fra appena qualche mese i team saranno al tavolo e deterranno lo stesso potere politico.

Chase Carey: F1 nelle fasi cruciali

Il presidente e Chief Executive Officer (CEO) della F1 Chase Corey ha recentemente affermato che lo sport è nelle fasi cruciali della finalizzazione dei suoi nuovi accordi commerciali. Alla fine del 2020 scadranno le condizioni in vigore tra la F1, i team e la FIA, con Liberty Media decisa a rivedere la distribuzione del totale ricavato che vede attualmente parecchie compagini premiate per le loro storiche prestazioni nella disciplina. Ad esempio, la Ferrari incassa un ulteriore bonus in quanto squadra con più anzianità.

Facendo eco ai commenti fatti durante l’ultimo Gran Premio stagionale, corso in quel di Abu Dhabi, Carey conferma che la fumata bianca è vicina. Sono oggetto di discussione i dettagli finali, dopodiché arriverà il pronunciamento. Stando alle dichiarazioni proferite dal Carey l’obiettivo è avvicinare sensibilmente il campo. Ospite al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, secondo quanto riportato da Bloomberg, Carey ha spiegato che la lunga gestazione genererà presto risultati concreti.

Gli elementi del futuro

Hanno risolto gli elementi del futuro, vale a dire le regole, i regolamenti e il budget cap (il tetto dei costi, ndr). Il principio guida consiste nel permettere agli outsider, ossia alle non favorite, di competere con le realtà più importanti. In fondo nel 2019 – ha aggiunto Carey – il discorso era limitato a tre schieramenti (Mercedes, Ferrari e Red Bull, ndr). Le altre hanno accusato netti ritardi. Si favoriranno i sorpassi e qualunque compagine avrà concrete chance di successo.

Intanto, la F1 ha già predisposto una serie di novità per il 2021 in poi, tra cui un tetto massimo di spesa pari a 175 milioni di dollari a stagione, con alcune eccezioni. In precedenza Carey ha ammesso la disponibilità di accettare compromessi in ciascun aspetto di eventuali modifiche e avvalorato un fatto: i regolamenti già vagliati avrebbero sempre trovato una certa opposizione.

F1 Commission: l’unanimità è impossibile

Il nocciolo della questione è che non sarà mai possibile ottenere il consenso unanime. C’è il sì all’idea di far pervenire opinioni discordanti, intenzione tradotta nella promozione di un impegno onesto, nel portare tutte queste opinioni in un ambito e poi delineare cosa è giusto e cosa no per l’intero movimento. Ci saranno aspetti graditi alla gente e aspetti sgraditi. Ma una sfilza di priorità divergenti va messa in conto.

Si concretizzano così le idee avanzate da tempo. È un’opportunità per le concorrenti secondo Carey di vuotare il sacco sul perché siano d’accordo o in disaccordo, e, in concomitanza, per la condivisione dell’esperienza di F1 e FIA, per riflettere su ciò che stanno realizzando. Non si illudono di giungere a un punto dove ogni attore coinvolto dia la propria benedizione alla proposta in esame: è la base del compromesso.