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Maserati Tipo 63 protagonista del quarto episodio di Made in Modena

Il debutto ufficiale dell’auto nelle competizioni avvenne nel 1961 in occasione della 12 Ore di Sebring

Maserati Tipo 63 Birdcage

Il quarto episodio di Made in Modena di Maserati vede protagonista la Maserati Tipo 63. Si tratta di un’auto da competizione costruita dalla casa automobilistica modenese nel 1961 appartenente alla serie Birdcage con motore centrale. Questa ebbe l’obiettivo di sostituire le Tipo 60 e Tipo 61 che montavano un propulsore sulla parte anteriore.

La vettura era originariamente equipaggiata da un powertrain a 4 cilindri con potenza di 260 CV derivato dalla Tipo 61. Quest’ultimo, però, venne affiancato da un V12 da 3 litri capace di sviluppare 320 CV a 8200 giri/min, derivante dalla 350S e dalla 250F.

Maserati Tipo 63 Birdcage
Maserati Tipo 63, sotto il cofano venne implementato il potente motore V12 da 3 litri

Maserati Tipo 63: l’auto da competizione della serie Birdcage

La Tipo 63 venne progettata dal Tridente principalmente per competere nelle gare del Campionato mondiale sportprototipi. Il debutto ufficiale dell’auto avvenne nel ‘61 in occasione della 12 Ore di Sebring. Tuttavia, il veicolo prese parte a diversi altri campionati come la Targa Florio e la 24 Ore di Le Mans.

Come definito nel filmato, la Tipo 63 Birdcage vanta un telaio realizzato in tubi che costituivano una gabbia di uccello. Il quarto episodio di Made in Modena inizia con l’introduzione di Matteo Panini, proprietario e curatore del Museo Panini. Egli mette in risalto le caratteristiche proposte dalla Maserati Tipo 63. Il punto di partenza del questa Birdcage fu un telaio costituito da 200 tubi con diametro di 8, 10 e 12 mm.

Maserati Tipo 63 Birdcage

Nella clip del Tridente compaiono anche Adolfo Orsi Jr, nipote del proprietario della Maserati dal 1937 al 1938, e l’esperto Ermanno Cozza. Orsi afferma che inizialmente l’ingegnere Alfieri aveva pensato di utilizzare un telaio monoscocca ma ciò non avvenne forse perché la tecnologia non era molto sviluppata a quell’epoca.

Cozza, invece, sottolinea l’idea e il lavoro fatto dal designer Molinari. In questo progetto, il telaio sostiene la carrozzeria per garantire un ottimo bilanciamento del peso e quindi una dinamica non troppo lontana dalle auto moderne.

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