in

Vasseur, monoposto Alfa Romeo: “Sarà tutta nuova”

Frederic Vasseur preannuncia una macchina progettata ex-novo

Vasseur

Per scoprire quale sarà il futuro, immediato se non altro, di Alfa Romeo Racing in Formula 1 si può fare tranquillamente a meno di contattare qualche astrologo o cartomante: ci pensa già in prima persona Frederic Vasseur, il Team Principal della compagine italo-elvetica. Da qui nei prossimi mesi ingegneri e meccanici dovranno fare necessariamente quadrato, lavorare in perfetta armonia, come più violini della stessa orchestra. Giocare di individualità paga pochissimo anche nel mondo delle corse, dove (quasi) sempre vince il pilota o la macchina migliore.

Nell’era attuale, quella turbo-ibrida, è risuonato l’inno tedesco della Mercedes. Basta aprire l’albo d’oro: da sei anni le frecce d’argento lasciano giusto le briciole alla concorrenza. Istinto cannibale. La doppietta piloti-costruttori è proseguita imperterrita e chissà quando il vento girerà. Naturalmente, la Ferrari, tallonata dalla Red Bull terza incomoda, profonderanno massicci sforzi, in capitale umano e fondi destinati, affinché ciò si realizzi.  Se ciò risulterà sufficiente lo scopriremo, in qualunque caso Toto Wolff e Lewis Hamilton difficilmente cederanno volentieri lo scettro.

Relativamente invece ai piani del Biscione lo standard di riferimento è un altro, ovvero le squadre di medio-alta classifica. Insomma, coltiva le solite ambizioni, ma attenzione: la scorsa annata suggerisce di tenere i piedi ben ancorati per terra. L’ingaggio di Raikkonen sarebbe dovuto servire proprio a questo: compiere il salto qualitativo, mancato nel recente passato. E invece c’è stato un alternarsi di acuti e bassi, di picchi entusiasti e di capitomboli scoraggianti. Qualcosa cambierà da qui alle prossime settimane?

Vasseur: stima per gli alfieri

Chi vivrà vedrà, senz’altro la conferma dei driver ufficiali costituisce un forte attestato di stima verso gli alfieri. Mentre su Kimi erano pressoché ridotte a zero le probabilità di addio, su Giovinazzi dilagavano perplessità, la sensazione è che gli avrebbe conteso il posto Marcus Ericsson, congedato l’estate precedente. Lo svedese ha sempre mantenuto ottimi rapporti coi dirigenti e le uscite a vuoto di Antonio mandavano i fan nel panico: da parecchi anni un nostro portacolori mancava ai blocchi di partenza e vedere subito conclusa l’avventura avrebbe rattristato i sostenitori azzurri. Tradito dall’emozione nella prima metà di campionato, ha dato fortunatamente segnali confortanti dopo la pausa estiva e qualsiasi dubbio si è improvvisamente dissipato.

Frederic Vasseur non ha mai lesinato parole di stima a Giovinazzi, gli riconosceva talento, magari grezzo, però sotto sotto presente. Serviva giusto dargli una spintarella, accordargli fiducia. In tanti agognano il posto, ma pochi hanno il suo background, scovato e svezzato dalla Ferrari Driver Academy, cresciuto step by step, cogliendo le varie opportunità affidategli. Pagato lo scotto, il secondo anno forse lo esalterà, forte dell’esperienza fin qui accumulata e dei concetti appresi in gara. Differentemente dalle qualifiche in cui grossomodo ha saputo barcamenarsi discretamente, un passo avanti al compagno di paddock, nell’appuntamento clou del fine settimana, vuoi per sfortuna vuoi per errori marchiani, ha ottenuto un tesoretto di appena 14 punti. Peggio di lui Romain “Crashjean” Grosjean e i due della Williams, Robert Kubica e George Russell. Stop.

Alfa Romeo Racing: Kubica, molto più che un terzo pilota

Il principale “rivale” sarà presumibilmente Kubica, fresco della firma di contratto con Alfa Romeo. A partire dal 2020 opererà sul simulatore (nuova aggiunta nella sede di Hiswil), effettuerà delle sessioni di prove libere e, riportano le indiscrezioni, avrà pure spazio nei test di Barcellona. Intanto i frutti iniziali sono riscontrabili nel sellino della C38. Dai minimi particolari arriva il successo e dietro ammissione di Vasseur occorrerà potenziare in tutto e per tutto la macchina. Le giornate no ravvisate in tempi non sospetti evidenziano la presenza di lacune e poi le Case hanno un altro motivo di intervenire subito.

Il 2020 sarà il canto del cigno del regolamento in vigore, dopodiché avverrà la rivoluzione tecnica, pertanto diverse scuderie hanno preferito evolvere la monoposto della versione 2019, attivandosi in modo tale da colmare le lacune principali presenti in ogni area e avere già un mezzo competitivo già al primo appuntamento in calendario, prevista il 15 marzo sul circuito di Melbourne, in Australia. Tuttavia, Vasseur e l’Alfa Romeo vanno controcorrente ed ha deciso di dedicarsi anima e corpo a un progetto ex-novo che sposi le ambizioni e spinga ben al di là dell’ottavo posto centrato nel Mondiale Costruttori.

Coscienza storica per evitare di ripetere gli errori

Onde evitare di commettere i medesimi errori prenderanno dei provvedimenti, ha spiegato Frederic Vasseur in un’intervista concessa al portale polacco sport.pl. Emulare il modello antecedente significa esporsi ad altri pesanti fallimenti, pertanto conviene pensare da zero, fare tabula rasa. Stanno realizzando una vettura completamente inedita: vedranno l’evolversi degli eventi, però crede che ciò assicurerà una buona base per la prossima stagione. È fondamentale migliorare sui presupposti delle lezioni imparate nello scorso Campionato di Formula 1, afferendo esattamente cosa li ha frenati lasciandoli indietro in certi periodi dell’anno.

L’imperativo è avere due protagonisti in grado di dare seriamente filo da torcere alle altre contendenti nei piazzamenti medio-alti.

 

Sembra che tu abbia bloccato le nostre notifiche!

Clubalfa.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie SEGUICI QUI

Lascia un commento