in

Eni diesel+: sanzione Antitrust per pubblicità ingannevole

Nei messaggi si utilizzavano in maniera suggestiva la denominazione “Green Diesel”. Ma un gasolio non può essere considerato verde

Povero diesel. Dallo scandalo emissioni di settembre 2015, il dieselgate Volkkswagen in USA poi estesosi ad altri marchi e a tutto il mondo, il gasolio non trova requie. Ora per Eni diesel+, sanzione Antitrust. C’è pubblicità ingannevole: le qualifiche “componente green” e “componente rinnovabile”, e altri claim di tutela dell’ambiente, quali “aiuta a proteggere l’ambiente sono nel mirino del Garante. Infatti, il prodotto è un gasolio per autotrazione che per sua natura è altamente inquinante e non può essere considerato “green”, dice l’Authority.

Eni diesel+, la questione delle emissioni

L’Antitrust ha acceso il faro su alcune delle vantate caratteristiche del prodotto: la riduzione delle emissioni gassose “fino al 40%”, e delle emissioni di CO2 del 5% in media, nonché dei consumi “fino al 4%”. È che non sono risultate confermate dalle risultanze istruttorie. Non per tutte le emissioni gassose e non in tutti i casi la riduzione risultava raggiungere il 40%. Per i consumi, la riduzione era solo in minima parte imputabile alla componente HVO denominata da Eni “Green Diesel”. In più, non non era adeguatamente chiarito che il vanto di una riduzione delle emissioni di CO2 era riferito all’intero ciclo del prodotto, dice il Garante.

Problema pubblicità ENI su YouTube

Non solo. Sul canale YouTube di ENI era pubblicato un video di analogo contenuto, intitolato “Eni Diesel+ Per chi vuole un’auto che viva di più e inquini meno – Spot TV 30”. Si chiede: vuoi che la tua auto duri di più e inquini meno? Vuoi un carburante che si prende cura del motore e riduce l’impatto ambientale, grazie anche al 15% di componente rinnovabile? Eni Diesel+ aiuta a mantenere la piena potenza del motore, riduce i consumi fino al 4% e le emissioni gassose fino al 40%.

Di che si tratta

La componente che Eni definisce “Green Diesel” è un carburante diesel ottenuto da olio di palma e da olii esausti lavorati da grassi vegetali attraverso un processo di “idrogenazione” nella propria raffineria di Venezia. Questo carburante è perciò identificabile con la sigla, di uso comune nel settore, “HVO – Hydrotreated Vegetable Oil”. La denominazione “Green Diesel” è utilizzata come marchio registrato “Green DieselTM” dal gruppo Honeywell. Con questo, Eni ha brevettato la tecnologia EcofiningTM, relativa ad un processo di “idrogenazione” con cui è possibile lavorare anche materiali di scarto con la medesima resa delle materie prime vergini.

ENI si impegna a non usare la parola “green”

Nel corso del procedimento la società ENI ha avviato l’interruzione della suddetta campagna stampa e si è impegnata a non utilizzare più, con riferimento a carburanti per autotrazione, la parola “green”. Morale: multa di 5 milioni di euro. Comunque, Eni può fare ricorso al TAR.

Lascia un commento