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Leclerc: “Eccitante guidare MotoGP”, scambio con Dovizioso?

Leclerc

Ha fatto esultare, disperare, ridere e arrabbiare. Alla sua prima stagione in Ferrari, la seconda nel Circus della Formula 1 considerando l’anno di “apprendistato” in Alfa Romeo, Charles Leclerc può dire già di aver lasciato una chiara impronta nel mondo della Rossa.

Svezzato dall’Academy, pareva una scommessa audace, forse esagerata perché così giovane. D’altra parte, deterrente non da poco, assumeva un compito ingrato: sostituire Kimi Raikkonen, ultimo campione iridato a Maranello (correva il 2007).

Col senno del poi, i talent scout avevano probabilmente riconosciuto le enormi potenzialità del 22enne monegasco, cresciuto partendo dal mondo dei kart e deciso a riscrivere la storia. Perché uno del suo talento è obbligato a puntare alto, specie se prende il volante della monoposto più ammirata di sempre.

Leclerc: immediatamente beniamino del popolo rosso

Di che pasta sia fatto, Charles Leclerc ne ha dato una dimostrazione durante il campionato 2019. Rimandato il primo appuntamento con la vittoria, preannunciato a Bahrain, è entrato nei cuori della gente.

Lo stile deciso al volante, l’assenza totale di sudditanza psicologica verso i mostri sacri in attività (Lewis Hamilton, ma pure lo stesso compagno ai box Sebastian Vettel) e una storia toccante.

Nonostante abbia relativamente superato da poco l’età del teenager, dietro a quel suo sorriso tanto contagioso e quell’italiano pressoché impeccabile si celano ferite laceranti, adeguatamente compensate dallo spirito sbarazzino sfoderato in pista.

Non ci troveremo più all’epoca dei Niki Lauda e James Hunt, quando gli assi del motorsport guardavano in faccia la morte, però la Formula 1 rimane tuttora uno sport pericoloso. I notevoli progressi compiuti nella sicurezza limitano i rischi fino ad una certa soglia.

Se il destino ti vuole male, sei spacciato. La vita portata via prematuramente del francese Anthoine Hubert sul circuito di Spa negli scorsi mesi deve mettere tutti in guardia.

Il fascino del brivido

Un brivido che anziché spaventare alcuni soggetti, paradossalmente, li attre in modo oscuro. E l’esempio di Charles Leclerc certamente calza a pennello. Proprio pochi giorni fa sono state diramate delle immagini ritraenti la bella moto Special per lui realizzata da un elaboratore francese, così da permettergli di disporre di un mezzo unico mediante cui girare lungo le strade di Montecarlo e dintorni.

Il migliore rappresentante della nuova era di F1 (“titolo” condiviso meritatamente insieme a Max Verstappen) ha una passione smodata nei confronti delle discipline estreme, in particolare lo skydiving. In tono scherzoso, ha dichiarato di averlo fatto senza avvertire dapprima la Ferrari: in caso di incidente non si sarebbe dovuto preoccupare delle loro reazioni.

Siccome che dietro ad ogni battuta c’è un fondo di verità, le parole di Charles Leclerc delineano verosimilmente l’apprensione della squadra nel proteggere il patrimonio. Paletti ulteriormente difficili da porre dato il recente show di Hamilton, ritrovatosi insieme a Valentino Rossi sulla stessa pista.

E magari nel vederli sfrecciare l’uno sul “mezzo da lavoro” dell’altro hanno alimentato in Charles Leclerc il desiderio di montare in sella ad una MotoGP. Otterrà il nulla osta dai piani alti? Qualche piccolo ostacolo da superare esiste e una clausola inserita nel contratto della Ferrari renderà il sogno forse difficilmente concretizzabile.

Leclerc: vuole provare la MotoGP

I contratti di Formula 1 sono piuttosto blindati riguardo alle attività che i piloti hanno diritto di svolgere, soprattutto nel momento in cui all’ordine del giorno finiscono sport, potenziale fonte di infortuni.

Per quanto cavalcare una moto in pista sia naturalmente più sicuro in confronto all’utilizzo sulle strade aperte al traffico, un pilota resta tale su qualsiasi mezzo manovrato e la propensione nello spingere al limite una due ruote in pista può sensibilmente aumentare il rischio di cadute ed eventuali sinistri, leggeri o pesanti.

E, visti i ritmi imposti dall’attuale calendario, un possibile stop anche di tre settimane saprebbe incidere in misura rilevante sull’annata di un nome top tipo Leclerc. Perfettamente conscio delle condizioni è il monegasco, stando alle esternazioni rilasciate durante un incontro con i tifosi.

Gli piacerebbe provare la MotoGP ma non è certo di ricevere l’approvazione del Cavallino Rampante. Dovrebbe chiedere a loro ed è concreta l’ipotesi di un responso negativo all’idea di fargli svolgere un test con una MotoGP.

Charles Leclerc ha poi affermato di accettare facilmente il nuovo calendario, mai tanto ricco negli appuntamenti, portato a 22, comprese le aggiunte dei GP di Vietnam e d’Olanda. Anzi, addirittura appoggerebbe la modifica. In sincerità, è ossessionato dalla Formula 1, dunque nel corso del periodo invernale vorrebbe fare più gare.

Ad ogni modo, se avesse potere decisionale, probabilmente lo incuriosirebbe sperimentare il rally un giorno. È una specialità piuttosto differenza da quella a lui congeniale, abituato a girare in tondo dalla mattina al pomeriggio. Pertanto risulterebbe eccitante la sfida. Finora i commenti sono semplicemente la confessione di un appassionato.

I precedenti eccellenti

A lasciar paventare concreti sviluppi in futuro gli scambi sempre più frequenti tra il mondo della Formula 1 e della MotoGP. Fernando Alonso ha, per esempio, provato la RCV 213 ai Thanks Days in Honda, quando l’asturiano era ancora legato alla McLaren, Jorge Lorenzo ha assaporato il brivido di una Mercedes quando era ancora in forza alla Yamaha, mentre sia Marc Marquez sia Dani Pedrosa hanno messo a ferro e fuoco la Red Bull di Max Verstappen sul tracciato austriaco dello Spielberg.

Naturalmente l’ultimo scambio tra Hamilton e Rossi è finito al centro dei riflettori e, analizzando l’uscita di Leclerc, sorge la suggestione, stando alla quale il monegasco cavalcare la Ducati MotoGP.

Una mossa favorita dallo sponsor in comune rappresentato da Philip Morris, attraverso Mission Winnow. Di rimando Andrea Dovizioso prenderà il controllo della Ferrari Formula 1? Nel DTM ha destato una buona impressione, in quel caso la palla passerebbe ad Audi, proprietaria di Ducati.