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I retroscena sulla nomina di Mattia Binotto a team principal di Ferrari

Mattia Binotto ha parlato delle circostanze che hanno portato ad accelerare i tempi della sua nomina nel team

Mattia Binotto e Maurizio Arrivabene

Era esattamente un anno fa (era il 7 gennaio 2019) quando la Gazzetta dello Sport riportava il cambio al vertice all’interno della Scuderia Ferrari con l’introduzione di Mattia Binotto a ruolo di team principal del team, escludendo dalla Scuderia Maurizio Arrivabene. L’avvicendamento diventava ufficiale nel tardo pomeriggio grazie ad un comunicato stampa ufficiale diffuso dalla stessa Ferrari.

Dopo un anno la vicenda viene analizzata dallo stesso Mattia Binotto, all’interno di un’intervista rilasciata al magazine del Cavallino. L’attuale team principal della Scuderia ha raccontato dei dettagli molto interessanti sull’annuncio anticipato proprio dal quotidiano rosa. “L’avvicendamento è stato più repentino di quanto previsto. Proprio il 7 gennaio dovevo partire per Londra, quindi in aeroporto a Bologna avevo acquistato proprio la Gazzetta dello Sport; il quotidiano in prima pagina riportava già l’annuncio della mia nomina a team principal della Scuderia. Abbiamo quindi deciso di accorciare i tempi per la comunicazione e sebbene non sia stato semplicissimo, siamo riusciti a gestire bene la cosa”.

Binotto ha parlato quindi dei suoi compiti durante il 2019

Binotto ha quindi discusso anche sui compiti che ha dovuto affrontare durante la stagione appena conclusa. “Si è aggiunto un 10% di cose che mi mancavano: sponsor, aspetti legali, comunicazione e marketing. Inoltre si sono aggiunge anche nuove responsabilità in aree dove probabilmente ho meno competenza. Se prima, da direttore tecnico, ero abituato a spendere ora da team principal devo pensare a come risparmiare e addirittura pure a guadagnare”.

Ma Mattia Binotto ci ha anche tenuto a precisare che non ha spinto per il suo avanzamento di carriera. “Non penso che questo sia un ruolo più importante di quello che ricoprivo in precedenza, di certo non è mai stata una mia grande ambizione. Si tratta di un ruolo diverso, questo si. Penso sia stato un avanzamento naturale e voglio ringraziare la Ferrari che mi ha permesso di andare avanti su questo percorso”.