Jeep: prossimo obiettivo di Donald Trump dopo Ford, General Motors e Toyota?

Nuova Jeep Compass 2017
Nuova Jeep Compass 2017

Jeep potrebbe essere la prossima casa automobilistica a dover fare i conti con il neo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Infatti il marchio, che ora appartiene al produttore italiano-americano Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato un ingente investimento per quanto riguarda i propri impianti in Messico.

Questo anche allo scopo di produrre alcuni dei nuovi veicoli dei brand di FCA tra cui il nuovo Suv Jeep Compass. Il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, che entrerà in carica il 20 gennaio prossimo, ha infatti dichiarato guerra alle imprese che trasferiscono le loro fabbriche al di fuori del paese.  Spesso Donald Trump colpisce queste aziende pubblicamente tramite il suo account Twitter, così come accaduto di recente con General Motors e Toyota.

La nuova Jeep Compass sarà prodotta in Messico a Toluca

La nuova Jeep Compass, che prima con il vecchio modello è stata prodotta fino a dicembre in una fabbrica del gruppo Fiat Chrysler a Belvidere, Illinois, ha visto la produzione trasferita in un impianto del gruppo a Toluca (Messico). Questo veicolo sarà venduto negli Stati Uniti e in altri paesi, da fine gennaio.

Questo trasferimento non sarà comunque fautore di perdite di posti di lavoro in Fiat Chrysler, il produttore italo americano con sede nei Paesi Bassi, si propone di utilizzare infatti le linee di produzione presenti a Belvidere per produrre un altro veicolo. Oltre la Jeep Compass, FCA costruisce  in Messico  anche alcuni “pick-up”  per il mercato statunitense.

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Jeep Compass
Nuovo Jeep Compass 2017: un modello decisivo per il futuro di Fiat Chrysler Automobiles

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In tanti aspettano da un momento all’altro la reazione di Donald Trump

Ricordiamo che dopo l’elezione di Donald Trump nel mese di novembre, il costruttore italo americano aveva poi dichiarato la sua volontà di lavorare con il nuovo presidente “per rafforzare il settore manifatturiero degli Stati Uniti e costruire un futuro migliore per i propri dipendenti, i clienti e la società.”  Fiat Chrysler attraverso i suoi rappresentanti ha poi ricordato di aver investito 8.4 miliardi di dollari nei suoi stabilimenti negli Stati Uniti creando così 25.000 posti di lavoro.

Il suo amministratore delegato, Sergio Marchionne aveva intuito il pericolo, dicendo a giugno 2016 durante la campagna presidenziale in un’intervista a Bloomberg TV che “sarebbero cambiate le cose se fosse prevalso un sentimento protezionista negli Stati Uniti.” Secondo il CEO, ” ciò potrebbe avere un impatto su come vorremmo gestire il nostro business in futuro.” La decisione di costruire la Jeep Compass in Messico fa parte di un piano complessivo per la riorganizzazione della sua produzione in Nord America, che è stato approvato dalla Auto Union statunitense UAW. Vedremo dunque se nelle prossime ore anche la casa americana di FCA sarà presa di mira per questa sua decisione.

  • Des Troyer

    Trump è convinto di fare degli States il tinello di casa propria, ma ancora non ha capito come funziona il mondo.

    • giuliog02

      Mah, io credo che l’abbia capito benissimo e si accinga a metter rimedio ad alcune storture………. .
      E’ mia opinione che costui, se non lo fanno fuori come fecero con Kennedy, sarà un vero Presidente e nella sua strategia politica gioverà agli USA e, di riflesso, a tutto il mondo occidentale.
      Consideri che sta tanto sulle b….le al mondo finanziario che nessun media italiano ne riportò il programma politico…… , eppure negli USA era sulla stampa! Io ne ebbi un copia/incolla da un amico e rimasi sorpreso dal contenuto e dall’indirizzo. Del resto valuti le ripicche di Obama dopo la sconfitta della Clinton. Ripicche indegne di uno che al momento delle rielezione appariva come un grande statista. Si è poi visto che era incapace di tenere a freno il gruppo dirigente della NATO o ne era complice. ” C’è del marcio in Danimarca ” …….

      • Des Troyer

        Guarda, sarà perché a pelle proprio non lo sopporto, sarà perchè ne ho piene le scatole di uomini che si credono i Deus Ex Machina, ma preferisco un Obama più riflessivo ad un cazzaro sparamerda borioso arricchito. Oltretutto i suoi compari di partito non lo vedono di buon occhio, e nonostante abbia una tranquilla maggioranza tale da consentirgli un’arrembante quadriennio governativo, questo può scatenare faide interne che di sicuro non gioveranno a nessuno. È un eccentrico cazzaro che ama arringare le folle per stare al centro dell’attenzione. Come ho scritto in un altro post, noi italiani possiamo avere voce in capitolo perchè ci siamo già passati e già sappiamo come è andata a finire.

        • gil upnatistim

          Des .. però non è nemmeno pensabile che qualunque stronzo produca a minor costo all’estero, poi riempia di merda il tuo paese. Eheheheh noi vendiamo 4 macchine messe in croce in Germania, mentre Vw, Audi e BMW ci riempiono delle loro. Va i vederti i numeri. Allora ti chiedo quanti stabilimenti di queste case ci sono in Italia ? O forse credi che perchè ti fanno fare 5 parafanghi a cottimo ti possano rimpinzare delle loro auto ? Se poi aggiungi che i disoccupati italiani comprano le Golf: dico ma che c…o vogliamo ? Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma in fondo è solo per dirti che Trump scemo scemo non è (e in fatto di femmine non scherza: ed è un buon indice di comprendonio..). Poi che ti possa essere antipatico ..

          • Des Troyer

            Ti rispondo dalla fine: non mi interessa quante donne si scopi, mi interessa la competenza che il ruolo istituzionale gli imponga di avere, ivi compresa l’educazione e il rispetto nei confronti di chi non la pensi come lui. Il discorso sulla merda esportata vale fino ad un certo punto, tantevvero che l’Europa, e quindi l’Italia, non importa scatole di tonno costruite in Cina, Bangladesh, Congo Belga o Vaffankulistan, ma solo auto che rispettino un elevato standard richiesto per essere commercializzate.

        • giuliog02

          Des,
          riguardiamo alcuni punti fondamentali della politica statunitense sotto Bush jr e sotto Obama:
          – assoluta inimicizia nei riguardi della costituzione dell’Europa Unita;
          – tentativo di spingere i burocrati europei a sottoscrivere trattati commerciali con gli USA e il Canada favorevoli agli americani in quanto meno severi relativamente a standard di qualità e sicurezza;
          – ossessione antiRussia di Putin ( e ti credo: se l’UE apre a trattati con la Russia, significa un mercato comune di 650 milioni di persone, un’esportazione da W a E di un grosso flusso di merci pregiate, sicurezza di rifornimenti di idrocarburi e minerali vari da E a W fuori dalle possibilità di controllo NATO e statunitensi e compagnie petrolifere statunitensi;
          – una maggior determinazione europea nella politica estera ( grazie anche alla Russia che ha lo stesso nostro problema con i Musulmani ) e una maggior indipendenza dalla NATO e dagli USA priverebbero questi ultimi dalla primazia nei rapporti USA-Europa;
          – guasti creati dagli USA sotto Bush ( col consenso inglese di Blair ) in M.O. ( particolarmente Iraq ) e sotto Obama ( col consenso di Cameron ) in Libia e sponsorizzazione dell’Isis ( dici poco !…. );
          – errori madornali statunitensi nella condotta strategica e operativa relativamente alla Siria, alla tolleranza dei traffici turchi ( membri NATO ! ) col petrolio iracheno in mano all’Isis ( e ti credo uno ha messo in piedi l’Isis e l’altro guadagnava rivendendo il petrolio iracheno fino a quando non sono intervenuti gli aerei russi ! ………………. ).
          A questo punto arriva il candidato Trump con un programma di limare le unghie alla NATO ( colla Clinton avremmo rischiato una guerra con la Russia ), tirare fuori gli USA da sprechi militari in M.O.,
          spendere risorse statali in beni utili e non in armamenti, favorire la produzione statunitense entro i confini e sfavorire quella delocalizzata, un programma decennale di investimenti governativi
          nell’aggiornamento delle infrastrutture statali ( ponti, ferrovie, autostrade ) il che significa denaro che circola, manodopera che lavora e paga le tasse, industrie nazionali che producono, compagnie che acquisiscono commesse, etc ( una specie di New Deal roosveltiano ): ovvio che abbia vinto alla grande. Le questioni di pancia sulla simpatia o antipatia non contano e di fatti ha vinto Trump con una corretta strategia di comunicazione negli stati che contano nelle elezioni USA e laddove era possibile sottrarre l’elettorato ai democratici. E il risultato premia la sua strategia.

          • Des Troyer

            Mmm… No.. Decisamente no… Non riesci a convincermi. È da che esiste la C.I.A. che gli Yanks fanno cagate, pensa un po’ se mi spavento a leggere tutte queste cose su Bush & Co. Il nocciolo della questione è il comportamento che un presidente deve tenere al cospetto del ruolo che ricopre, Trump è tutto tranne che serio, quindi, pregiudiziali a parte, lo boccio su tutta la linea. Forse sarà come scrivi tu, dalla apparenza guascone ma competente nel difendere i SUOI interessi nazionali, il tempo lo dirà, sta di fatto che gli esaltati a me non sono mai scesi. Vedremo.

            • giuliog02

              La CIA ha fatto, assieme a un certo numero di cose utili – sempre con costi stratosferici -, anche una serie di gigantesche ca.zate – specie in politica internazionale – sin dai tempi di Allen Dulles, suo fondatore. Caz.ate che hanno influenzato la geopolitica e le relative strategie del mondo intero per generazioni, con straordinari costi gravanti su tutti, inclusi gli USA!……………………. .
              Agli inizi ero anch’io fortemente antiTrump, ma col prosieguo del tempo ho cambiato idea e sono convinto che il Presidente Trump sarà di grande utilità al suo paese, all’occidente e a una buona parte del mondo. Ciò che mi ha spinto in primis a rivedere la mia posizione ” anti ” ( e a spingermi a indagare più a fondo ) è stata la freddezza o la dichiarata avversione da parte della finanza internazionale e dei suoi media e giornalisti ” embedded “……….. . Quando un qualcosa non conviene loro, è sicuramente utile all’umanità.

  • ILKönz

    Tranquilli che il maglionne si è già calato le brache con Trump:
    Fresca fresca la notizia di 1 mld di verdoni per riammodernare due stabilimenti negli States e la promessa di 2000 nuovi posti di lavoro entro il 2020 al massimo.
    Certo, il Compass che ora verrà prodotto soltanto in Messico non farà piacere al nuovo Mr. President, ma è anche vero che non si parla di un modello che negli US abbia fatto chissà che sfracelli di vendite.
    La Jeep “vera” è sempre stata il Wrangler, con il Grand Cherokee nel ruolo di modello extra-lusso (almeno per gli standard del marchio)
    Quindi, anche nell’ipotesi di un’ esportazione tassata del Compass, non credo che in FCA ne risentano più di tanto.
    Tanto per capirci, il Renegade negli US è visto come un suvvettino da donne.
    Discorso diverso per il futuro pick-up Jeep. DEVE essere americano e NON DEVE essere un semplice surrogato del pick-up Ram.