In queste ore il mondo delle quattro ruote viene sconvolto da un’incredibile e vergognosa notizia che vede protagonista il gruppo tedesco Volkswagen. Grossi guai, infatti, sono in arrivo dagli USA per il gruppo che è stato beccato dall’agenzia per la protezione ambientale dell’amministrazione Obama a truccare, grazie ad un software apposito presente nella centralina delle vetture, i dati sulle emissioni di CO2 e su altri gas di scarico in atmosfera al fine di aggirare le rigide regole in materia negli Stati Uniti. Un’accusa gravissima che ha già dato il via ad un‘inchiesta penale a Washington.

La dirigenza Volkswagen ha ammesso di aver falsato i dati sulle emissioni di CO2 dei modelli diesel venduti con i marchi Volkswagen e Audi sospendendo, nello stesso tempo, anche le vendite negli USA e provvedendo al richiamo, imposto dall’autorità americana, di circa 500 mila vetture. Nel frattempo il titolo di Volkswagen ha fatto registrare un vero e proprio crollo in borsa con un calo del 17,2%, ma picchi del -23%, che porta il valore delle azioni al minimo negli ultimi tre anni con una perdita di circa 15 miliardi di Euro in poche ore. Un disastro totale che potrebbe avere serissime conseguenze per il gruppo. La casa tedesca ora rischia una maxi multa da parte delle giustizia americana che potrebbe raggiungere quota 18 miliardi di dollari e soprattutto, come sottolinea l’agenzia di rating Fitch, il caso delle emissioni truccate potrebbe costare carissimo anche in termini di immagine negli USA al gruppo Volkswagen che potrebbe registrare una drastica riduzione delle vendite legata alla scarsa fiducia verso l’azienda da parte degli acquirenti americani. Secondo gli analisti, il caso Volkswagen di queste ore potrebbe mettere la parola fine al mercato delle auto diesel negli USA.

Il tentativo di truccare i dati sulle emissioni da parte di Volkswagen è salito agli onori della cronaca nella giornata di sabato quando l’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale statunitense, ha ordinato il richiamo di quasi 500 mila veicoli prodotti da Volkswagen accusata di aver aggirato la legge tramite l’installazione di un software in grado di truccare i dati sulle emissioni. L’ammissione da parte di Volkswagen, avvenuta nelle ultime ore, era quindi praticamente inevitabile. Ad essere interessanti del richiamo sono numerosi veicoli a marchio Audi e Volkswagen con motori a quattro cilindri prodotti tra il 2009 e il 2015 (anni di forte crescita degli investimenti negli USA per il gruppo tedesco). Tra le vetture oggetto del richiamo troviamo le Volkswagen Jetta, Beetle, Golf e Passat, e l’Audi A3. Cynthia Giles, funzionaria dell’Epa, non ha usato mezzi termini per accusare Volkswagen “Usare un impianto di manipolazione nelle macchine per eludere gli standard ambientali è illegale, e una minaccia alla salute pubblica

L’amministratore delegato del gruppo Volkswagen Martin Winterkorn ha dichiarato “Mi scuso personalmente in tutti i modi, per aver perso la fiducia dei nostri clienti e del pubblico. Quanto accaduto ha per tutti noi del direttivo e per me personalmente la massima priorità. Una cosa, però, deve essere chiara, la Volkswagen non tollera alcuna violazione delle regole o delle leggi e farà tutto il possibile per recuperare la fiducia persa. Lavoriamo con le autorità in modo completo e per chiarire tutta la vicenda in modo rapido e trasparente” Lasciamo ai lettori di ClubAlfa il giudizio su queste parole. Come riportato dal New York Times, Volkswagen negava le discrepanze tra i risultati reali ed i valori di emissioni dichiarati da più di un anno.

Nel frattempo il governo tedesco ha avviato le procedure per verificare l’eventuale presenza di omissioni o tentativi di manipolazione dei dati anche per quanto riguarda le auto vendute in Europa. Il ministro tedesco dell’ambiente ha confermato che a breve saranno organizzati degli incontri con i vertici di Volkswagen ma nei prossimi giorni la palla potrebbe passare all’Unione Europea che, possiamo starne certi, vorrà approfondire ogni punto di questa questione. Maggiori informazioni sulla questione e su possibili sviluppi anche in Europa emergeranno, senza alcun dubbio, già nel corso dei prossimi giorni.

Ecco come Volkswagen ha truccato i valori delle emissioni

Come ben noto, i dati su consumi ed emissioni di CO2 ed altri gas di scarico dichiarati dalle aziende del mondo automotive sono frutto di analisi in laboratorio che in alcuni casi si discostano notevolmente dai risultati reali. L’Epa negli USA, analizzando alcuni veicoli Volkswagen, ha scoperto la presenza di un software che va a modificare alcuni parametri della centralina della vettura. In sostanza questo software permette di riconoscere quando l’auto viene sottoposta ad un test di laboratorio per calcolarne le emissioni di CO2 e va a modificare il comportamento del motore, rendendolo più docile ed ecocompatibile. Una volta che la vettura viene messa in strada, il software smette di agire ed il motore torna al suo funzionamento standard caratterizzato, nel caso di Volkswagen, da valori di emissioni di CO2 ben al di sopra dei valori dichiarati. Tale software è estremamente sofisticato ed è stato sviluppato direttamente da un team interno a Volkswagen che si è vista costretta ad ammettere, in meno di 24 ore e senza poter allestire alcuna difesa, le sue colpe.

  • Domenico

    Basta sapere che è una Golf! ahahahahahha

  • Paolo Guidi

    che buffoni i perfettini quelli che faccio solo io le auto sono proprio contento adesso dovranno fare un bel bagno di umiltà e pregare il loro Dio di non fallire anche se da un punto di vista dell’ immagine sarà devastante e penso che ci saranno ripercussioni in fatto di cause anche da parte di organi a difesa dei consumatori . Penso che FCA possa sfruttare a suo favore questa situazione e sopratutto in suolo americano ma perché no anche nel vecchio continente

  • wissender

    Dalla politica tedesca e’ tutto una mossa falsa per ingannare il mondo. Lo stato tedesco e’ proprietario di più del 20% della VAG, e mi volete dire che non sapevano niente? Come non sapeva niente Winterkorn? Allora ammesso che fosse così non vale i suoi soldi da manager per una azienda di questa portata, perché non ne ha avuto mai il controllo. Chi crederà che porta la verità a galla crede anche a babbo natale. Infine conta solamente la somma dei imbrogli per vedersi i guadagni in effetto in tasca. Nessuno di questi se ne frega dei inquinamenti, almeno che non ci sono da guadagnare soldi con questo. Adesso la pubblicità della Audi avrà un nuovo senzo.
    ” in avanti con la tecnologia alla avanguardia”
    Finanziato dal Europa e con il sostegno dello stato tedesco. Secondo me non può finire solamente con una multa indipendente di quandi milliardi potrebbe avvenire