Geely vuole fare le cose per bene e in Europa. Il neo-presidente An Conghui ha messo sul tavolo la data del 2028. Da quell’anno, gli stabilimenti europei di Volvo, Göteborg, Gand, Košice, diventeranno la base produttiva per i veicoli di alta gamma e lusso del gruppo cinese. Si tratta di una scelta industriale strutturale, pensata per aggirare i dazi UE sulle importazioni di elettrici dalla Cina e per riempire la capacità inutilizzata degli impianti svedesi, che il CEO di Volvo Håkan Samuelsson aveva già dichiarato disponibile a marzo.
L’annuncio è arrivato durante la conferenza sui risultati semestrali, insieme a una piccola rivoluzione interna: Li Shufu lascia la presidenza della divisione Geely Auto, sostituito (come anticipato) da An Conghui. Gui Shengyue cede il ruolo di CEO a Gan Jiayue e scivola in vicepresidenza. Li Shufu resta azionista di maggioranza e presidente dell’holding. Nessuno va via davvero, ma le caselle si spostano. Serviva una governance più snella per gestire un’espansione che non ha più nulla di sperimentale.
L’azienda ha cambiato marcia. Nel primo semestre del 2026, Geely Auto ha esportato 474.228 veicoli, segnando un +158% anno su anno e superando già il totale esportato nell’intero 2025. A giugno e luglio, le spedizioni mensili hanno sfondato quota 100.000 unità per due mesi consecutivi.
L’obiettivo annuale di esportazioni è stato rivisto da 640.000 a 920.000 unità. Il fatturato del semestre ha toccato i 173,6 miliardi di yuan, circa 25,7 miliardi di dollari. L’utile netto del secondo trimestre è cresciuto del 36% su base annua, a 4,9 miliardi di yuan. Le azioni a Hong Kong hanno chiuso in rialzo del 4,8%.
Gli stabilimenti europei di Volvo non sono l’unico fronte. A Valencia, la joint venture con Ford (66% Ford, 34% Geely) produrrà tre modelli multi-energia Ford e due SUV elettrici Geely con una capacità di 500.000 veicoli l’anno, sempre dal 2028. Poi c’è anche Proton sul fronte asiatico.
Il puzzle si completa con le mosse sul portafoglio: Volvo distributore esclusivo di Lynk & Co in Europa, Polestar 3 prodotta solo in Carolina del Sud, quota Volvo in Polestar raddoppiata al 19,9%. E il Canada nel mirino, con Zeekr International come braccio operativo per l’ingresso nel mercato nordamericano.


