Sei anni, tanto ci ha messo Volkswagen per industrializzare una tecnologia che, secondo i suoi stessi manager, era “obsoleta, molto dannosa per l’ambiente e con scarso potenziale di sviluppo”. Il 2 marzo, dalla linea di produzione di SAIC-Volkswagen in Cina, è uscito il primo range extender EA211 destinato alla serie. E Li Auto, ovviamente, non se l’è lasciato scappare.
Il responsabile dei social media del marchio cinese ha pubblicato un messaggio di congratulazioni che era, nei fatti, un’esecuzione pubblica. Tanto sarcasmo per farsi beffe dei risultati degli sforzi sino-tedeschi. Applausi formali, coltello bene in vista. Il Vicepresidente Esecutivo di SAIC-Volkswagen ha risposto con fair play istituzionale, ringraziando “tutti i professionisti cinesi del settore”. La diplomazia, a volte, è la forma più elegante di resa.

La tecnologia in questione è il range extender basato sul motore turbocompresso EA211 1.5T EVO II, che utilizza un turbocompressore a geometria variabile per ottimizzare il flusso d’aria, un ciclo Miller profondo e una pressione del carburante a 350 bar per contenere le emissioni. Sarà installata sul Volkswagen ID. Era 9X, il primo SUV EREV di punta del marchio sul mercato cinese, la cui prevendita parte a marzo. La serie EA211, lanciata nel 2011, ha già superato i 20 milioni di unità installate in Cina: non proprio il curriculum di una tecnologia morente.
La storia di questa rivalità risale al settembre 2020, quando Stephan Wöllenstein, allora CEO di Volkswagen Cina, sparò a zero sugli EREV definendoli “estremamente dannosi per l’ambiente”. Sulla stessa linea si era schierato Wiedmann, responsabile R&S di Volkswagen Cina, aggiungendo che si trattava di una tecnologia già superata.

Li Auto aveva risposto con dati, sfidando i media a confrontare i consumi della Li One con quelli di Audi Q7 e-tron e Porsche Cayenne E-Hybrid. Nel dicembre 2021, Li Xiang, CEO di Li Auto, aveva poi chiuso il dibattito con un numero: le vendite mensili della Li One superavano quelle combinate di cinque SUV Volkswagen. Oggi Volkswagen produce ciò che condannava. Il mercato, nel frattempo, aveva già scelto.
