La Volkswagen Golf GTI è stata declinata in moltissime versioni nel corso degli anni, ma poche sono estreme quanto la GTI Roadster. Si tratta di un concept fuori da ogni logica produttiva, senza tetto, bassissimo da terra e con prestazioni da vera supercar. A guardarla sembra quasi un’auto uscita da un videogioco. E in effetti è proprio così che è nata.
La Volkswagen GTI Roadster venne infatti progettata inizialmente per Gran Turismo 6 su PlayStation 3, nell’ambito del programma Vision Gran Turismo lanciato da Sony nel 2013. L’obiettivo era permettere ai costruttori di immaginare vetture senza limiti tecnici o industriali. Volkswagen decise poi di trasformare quel progetto virtuale in un esemplare reale, presentato nel 2014 al raduno GTI-Treffen di Wörthersee.

Dal punto di vista estetico mantiene solo alcuni richiami alla Golf GTI di settima generazione, soprattutto nel frontale. Per il resto tutto cambia. La carrozzeria è molto più larga e bassa, il parabrezza è ridotto al minimo e il tetto è completamente assente. Le portiere ad apertura verticale e il grande arco posteriore contribuiscono a darle un aspetto più vicino a un prototipo da pista che a una compatta sportiva.
Anche il posteriore segue la stessa filosofia, con diffusore maggiorato, passaruota estremi e un enorme alettone fisso. L’abitacolo è impostato come quello di un’auto da competizione, con posizione di guida molto bassa, tunnel centrale in carbonio e comandi concentrati davanti al conducente.
Sotto il cofano trova posto un motore VR6 3.0 TSI biturbo da circa 503 cavalli, abbinato a cambio DSG a sette rapporti e trazione integrale 4MOTION. Le prestazioni dichiarate parlano di uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 3,6 secondi e una velocità massima vicina ai 300 km/h, numeri da vera supercar.

Nonostante la meccanica perfettamente funzionante, la GTI Roadster non è mai stata destinata alla produzione. L’assenza del tetto, il parabrezza estremamente basso e i costi legati alla struttura in carbonio avrebbero reso impossibile un’omologazione stradale su larga scala. Anche il potenziale commerciale di un modello così estremo sarebbe stato inevitabilmente limitato.
Oggi questo prototipo resta uno degli esperimenti più folli mai realizzati partendo da una Golf GTI. Un’auto nata nel mondo digitale e diventata reale solo per dimostrare fino a che punto si potesse spingere il concetto di GTI quando vengono eliminate tutte le restrizioni industriali. Per la maggior parte degli appassionati, l’unico modo per guidarla resta ancora quello originale: impugnando un controller e fiondarsi su Gran Turismo.
