Volkswagen perde il confronto con Toyota: servono il 60% di dipendenti in più per produrre meno auto

Volkswagen ha prodotto 4,13 milioni di veicoli con 629.000 dipendenti nel primo semestre 2026, mentre Toyota ne ha costruiti 5,39 milioni con una forza lavoro inferiore.
fabbrica volkswagen

Nei primi sei mesi del 2026 il Gruppo Volkswagen ha costruito 4,13 milioni di veicoli con 629.000 dipendenti, mentre Toyota ne ha assemblati 5,39 milioni contando su 391.000 addetti, secondo i dati riportati dall’emittente pubblica tedesca DW nel pieno di quella che viene descritta come la ristrutturazione più profonda negli 89 anni di storia del costruttore di Wolfsburg.

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Volkswagen utilizza più dipendenti per produrre meno auto rispetto a Toyota

Volkswagen

Il gruppo giapponese ha quindi messo insieme 1,26 milioni di mezzi in più impiegando 238.000 lavoratori in meno, con un organico inferiore di circa il 38 per cento a quello tedesco, che a sua volta risulta superiore di circa il 61 per cento. Il calcolo diretto porta a 6,6 veicoli per dipendente nel semestre per Volkswagen e a 13,8 per Toyota, anche se il rapporto preso da solo non fotografa l’efficienza reale delle due aziende.

Volkswagen tiene infatti dentro casa una porzione consistente della catena del valore, dalla componentistica all’ingegneria fino allo sviluppo dei modelli, mentre altri costruttori affidano buona parte di queste attività ai fornitori esterni. L’integrazione verticale ha sostenuto per decenni la solidità industriale del gruppo, ma pesa sui costi fissi in una fase segnata da domanda debole e da concorrenza in aumento.

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La questione della produttività si intreccia con lo scontro sugli stabilimenti tedeschi, dove il consiglio di sorveglianza ha bocciato con 12 voti contro 7 il piano dell’amministratore delegato Oliver Blume, che chiedeva 100.000 tagli e la chiusura degli impianti di Hannover, Zwickau ed Emden oltre a quello Audi di Neckarsulm. Il blocco formato dai rappresentanti dei lavoratori e della Bassa Sassonia controlla dieci dei diciannove seggi.

toyota logo stabilimento

Dal confronto sono usciti provvedimenti di portata minore, come il dimezzamento della gamma e la riduzione della capacità annua da 12 a 9 milioni di veicoli, mentre il comitato aziendale e IG Metall temono che, sommando gli esuberi già concordati alle chiusure ancora possibili, nel prossimo decennio finiscano a rischio fino a 140.000 posti. Volkswagen non ha confermato la stima e le assemblee convocate il 25 e il 26 agosto a Wolfsburg, Emden e Zwickau dovranno chiarire quanto sarà esteso l’intervento.

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La stretta sui costi tocca anche gli altri marchi tedeschi, con BMW che ha concordato 8.000 uscite volontarie dopo un utile netto semestrale in calo del 28,5 per cento e Mercedes-Benz che sposta parte della produzione in Ungheria. Gli incontri di fine agosto diranno se la distanza dai numeri di Toyota resterà un esercizio statistico oppure porterà a un programma dettagliato per impianti e occupazione, valutazione che dovrà tenere conto delle attività che ciascun gruppo continua a gestire al proprio interno.