Lo sconto sulle accise del gasolio non scade il 6 agosto ma scade il 25. Il Consiglio dei ministri ha prorogato la misura, confermando i 17 centesimi di riduzione al litro, accise e IVA incluse, che tengono il diesel intorno ai 2,09 euro sulla rete ordinaria self-service. La benzina, come già in precedenza, resta fuori dal perimetro dell’intervento e si ferma poco sotto i 2 euro.
Il costo dell’operazione è 245 milioni di euro, coperti con tagli selettivi alle spese ministeriali. Una scelta che dice molto su quanto il Governo voglia evitare che le tensioni in Medio Oriente, e la nuova chiusura dello stretto di Hormuz, si traducano in rincari visibili alla pompa durante le settimane di punta estiva.
Dopo il 25 agosto rientrerà il meccanismo delle accise mobili: l’extra gettito IVA accumulato nei periodi di prezzi alti verrà usato per abbassare le accise in quelli successivi. Un sistema di vasi comunicanti che funziona, almeno sulla carta.
C’è una nota stonata. Il Codacons, nei giorni scorsi, ha denunciato che lo sconto effettivo arrivato agli automobilisti con la misura era di poco più di 8 centesimi, meno della metà dei 17 promessi. Dati alla mano, ieri il diesel self-service viaggiava a 2,097 euro al litro sulla rete ordinaria. Non una grande soddisfazione questo sconto pieno. Alcuni giornali raccontano che il problema sia più psicologico, insomma sia una questione di percezione. No, il gasolio “scontato” potrebbe vedere una fetta del proprio sconto già assorbito dagli ultimi rincari.
Il gasolio, dunque, respira fino a fine agosto. Poi si vedrà, con le accise mobili, i mercati petroliferi e quella striscia d’acqua tra Iran e Penisola Arabica che continua a condizionare il prezzo di ogni pieno.
Si naviga a vista, praticamente per quasi ogni emergenza europea, anche se in questo caso parliamo del nostro Paese. Alcuni anni fa i carburanti a 2 euro (o vicini a questa cifra) stavano scatenando quasi una rivoluzione: oggi ci sembra un sollievo stare a un passo dai 2,10 euro.


