Volkswagen prepara un taglio senza precedenti: a rischio anche i dirigenti

Volkswagen valuta 5.500 tagli tra i dirigenti e una riforma dei bonus, mentre cerca nuove risorse per sostenere la ristrutturazione.
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Il ridimensionamento del Gruppo Volkswagen potrebbe coinvolgere direttamente anche la struttura manageriale, dopo una lunga fase nella quale gli interventi più pesanti hanno riguardato soprattutto fabbriche e personale operativo. Secondo le indiscrezioni emerse in Germania, il costruttore starebbe valutando l’eliminazione di circa 5.500 posizioni dirigenziali nel mondo, riducendone il numero complessivo dalle attuali 21.500 a circa 16.000.

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Volkswagen porta i tagli ai vertici, a rischio 5.500 ruoli dirigenziali

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La revisione si inserirebbe nella riorganizzazione avviata per ridurre i costi e rendere più rapide le decisioni all’interno di un gruppo composto da numerosi marchi e società. Volkswagen, Audi, Porsche e Cariad hanno già programmato complessivamente circa 50.000 uscite, mentre l’amministratore delegato Oliver Blume ha indicato come ipotesi teorica altri 70.000 tagli nel mondo, arrivando così a 120.000 uscite. Il gruppo sta inoltre valutando il futuro degli stabilimenti di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm, per i quali non ha ancora individuato programmi industriali competitivi oltre il 2030, sebbene Blume abbia dichiarato di preferire soluzioni alternative alla chiusura.

La nuova organizzazione della dirigenza dovrebbe articolarsi su quattro livelli, sostituendo una struttura considerata troppo complessa. I primi due, dedicati alle decisioni strategiche, comprenderebbero rispettivamente non più di 400 e 1.200 persone, mentre le attività operative verrebbero affidate a un terzo livello da 3.600 manager e a un quarto da 10.800. Il progetto consentirebbe anche il passaggio verso una fascia inferiore, evitando che ogni modifica dell’organizzazione debba necessariamente tradursi in un licenziamento.

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Volkswagen starebbe preparando anche una revisione dei compensi variabili a partire dal 2027. Il contributo personale peserebbe per il 35 per cento nella determinazione del bonus, rispetto all’attuale quota compresa tra il 13 e il 17 per cento, mentre la componente legata ai risultati di lungo periodo scenderebbe dal 50 o 60 per cento a un massimo del 40 per cento. La valutazione terrebbe conto degli obiettivi raggiunti, del comportamento e dell’impatto prodotto all’interno dell’azienda.

Il gruppo starebbe esaminando anche le attività considerate meno importanti per il settore automobilistico, comprese alcune partecipazioni e sponsorizzazioni sportive. Le indiscrezioni parlano di oltre 2.000 società controllate o partecipate, delle quali circa il 35 per cento potrebbe essere accorpato, ceduto oppure chiuso. La semplificazione del portafoglio dovrebbe generare tra 10 e 15 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva entro il 2030, ma anche questo obiettivo resta legato a un piano non ancora approvato in ogni sua parte.

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Volkswagen non ha confermato ufficialmente il taglio delle 5.500 posizioni dirigenziali, la nuova suddivisione dei livelli e la revisione dei bonus. Numeri e tempi potranno quindi cambiare durante il confronto con il consiglio di sorveglianza e i rappresentanti dei lavoratori, ma la riorganizzazione sembra ormai destinata a coinvolgere anche i livelli più alti del gruppo.