Un modello sviluppato inizialmente per la Cina potrebbe riportare il nome Touareg nella parte alta della gamma europea Volkswagen. Il gruppo sta infatti valutando l’importazione dell’ID. Aura T6, grande SUV elettrico che verrebbe ribattezzato ID. Touareg per sfruttare una denominazione già conosciuta dai clienti del Vecchio Continente.
L’operazione partirebbe dalla distribuzione di veicoli costruiti in Cina, attraverso la quale Volkswagen potrebbe verificare la risposta del mercato senza impegnare immediatamente uno stabilimento europeo, mentre una seconda fase trasferirebbe la produzione in Europa qualora i volumi giustificassero l’investimento.
Volkswagen ID. Touareg: il SUV cinese potrebbe arrivare in Europa

Oliver Blume considera la presenza industriale e commerciale raggiunta dal gruppo in Cina sufficientemente solida per esportare alcuni prodotti progettati localmente, con una strategia che invertirebbe il percorso seguito da numerosi marchi cinesi, i quali hanno utilizzato il mercato domestico come base per estendere progressivamente le vendite in Europa.
La denominazione Touareg collocherebbe il SUV in una fascia superiore, richiamando il modello termico che per anni ha rappresentato l’offerta più prestigiosa di Volkswagen, mentre la sigla ID. segnalerebbe l’appartenenza alla famiglia elettrica, pur partendo da un’automobile concepita secondo esigenze e tecnologie del mercato cinese.
Blume ha precisato che l’importazione dovrebbe riguardare soltanto segmenti nei quali Volkswagen non dispone già di un prodotto europeo equivalente, condizione che servirebbe a limitare la concorrenza interna e a evitare che i modelli cinesi sottraggano volumi alle vetture progettate e costruite negli impianti del continente.

La separazione tra le due offerte potrebbe diventare più difficile con l’ampliamento delle gamme elettriche, ma il metodo permetterebbe al gruppo di coprire rapidamente alcune aree di mercato senza attendere un intero ciclo di sviluppo europeo, anche perché piattaforme e software nati in Cina ridurrebbero i tempi necessari per introdurre nuove tecnologie.
L’ipotesi di una produzione locale assume rilievo alla luce della capacità inutilizzata presente in alcuni stabilimenti tedeschi, dei quali quattro risultano a rischio di chiusura dopo il 2030 secondo indiscrezioni, perché meno competitivi rispetto alle fabbriche dell’Europa meridionale e orientale. Assegnare loro modelli di fascia alta sviluppati in Cina potrebbe contribuire a distribuire i costi fissi su volumi maggiori, ma non risultano decisioni definitive.

Volkswagen starebbe esaminando anche l’impiego europeo dei sistemi EREV sui futuri modelli di grandi dimensioni, una configurazione nella quale un motore a combustione produce energia per aumentare la percorrenza elettrica senza collegarsi direttamente alle ruote, soluzione già diffusa tra i costruttori cinesi.
La stessa impostazione potrebbe interessare altri marchi del gruppo, considerato che Audi ha sviluppato per la Cina la E5 Sportback senza confermare un’eventuale commercializzazione europea. La Volkswagen ID. Touareg rappresenta quindi il primo esempio ipotizzato di un passaggio più frequente di prodotti e tecnologie tra le attività cinesi ed europee di Volkswagen. Nel frattempo Oliver Blume ha chiesto all’Unione Europea nuovi dazi sulle ibride plug-in cinesi, posizione difficile da conciliare con il piano di portare in Europa vetture progettate e assemblate in Cina.
