Una fusione necessaria? Tesla guadagna più da SpaceX che dalle sue auto

Musk allude ancora alla fusione Tesla-SpaceX. Ma i conti del Q2 raccontano già un’integrazione di fatto con numeri che fanno riflettere.
Tesla cybertruck, spacex

Tesla vende auto, ma a quanto pare il suo utile netto del secondo trimestre 2026 ha raccontato un’altra storia. Questa storia sembra collegarsi immediatamente al percorso di SpaceX, non a caso.

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Degli 1,11 miliardi di dollari registrati nel periodo, la parte del leone, 1,01 miliardi, proviene da una plusvalenza non realizzata sulla partecipazione in SpaceX. L’utile operativo, quello che misura le auto vendute e le batterie installate, si è fermato a 398 milioni, in calo del 57% su base annua. Tesla, in sostanza, ha guadagnato più da SpaceX che dalle sue Gigafactory.

Tesla cybertruck, spacex

È in questo contesto che vanno lette le parole di Elon Musk all’All-In Summit di questa settimana. Interrogato sul perché Tesla e SpaceX rimangano due società separate, ha risposto con una non-risposta eloquente: “Con tutta questa collaborazione, a così tanti livelli, chi può immaginare quali azioni si potrebbero intraprendere”. Wall Street ha preso nota.

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maggio la CNBC riportava discussioni interne sulla fusione. Il 22 luglio, durante la conference call sui risultati Q2, Musk citava la «sempre maggiore sovrapposizione» tra le due realtà, indicando Terafab, il maxi-impianto di semiconduttori costruito con Intel, con una prima fase stimata a 16,8 miliardi di dollari, come simbolo concreto di questa convergenza. Gwynne Shotwell, presidente di SpaceX, presente anch’essa all’All-In, ha ammesso che le integrazioni procedono “più velocemente di quanto pensassi”.

I numeri danno ragione alla narrativa. SpaceX ha speso 697 milioni di dollari in sistemi Megapack di Tesla tra il 2024 e il 2025, più altri 131 milioni in Cybertruck solo nel corso di quest’anno. Grok, il modello linguistico di xAI, che SpaceX ha acquisito a febbraio in uno scambio azionario da 1.250 miliardi di dollari, gira sui display delle Tesla. I Cybercab che escono dalla Gigafactory texana montano hardware Starlink di serie. I chip Terafab alimenteranno i robot Optimus, i veicoli Tesla e i data center orbitali di SpaceX.

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Tesla cybertruck, spacex

Gli ostacoli, però, esistono. Qualunque operazione richiederebbe il voto degli azionisti Tesla, con nodi irrisolti su valutazione e struttura. Il dossier cinese complica ulteriormente le cose: Tesla ha impianti produttivi massicci nella Repubblica Popolare, SpaceX è uno dei principali contractor della difesa americana. Una tensione che Musk ha definito “assurdamente falsa”, ma che non si è dissolta.

Musk, per ora, continua a fare domande retoriche davanti al pubblico. Il problema è che le domande retoriche, a Wall Street, tendono a trasformarsi in prospetti informativi.