Adesso, la cifra stratosferica (visto il contesto e il tempo impiegato) di 10 milioni di vetture è diventato un numero reale, scritto sul cofano di una Tesla Model Y nero diamante uscita dalla linea di Fremont, in California.
Elon Musk ha celebrato il traguardo con un messaggio ai dipendenti. Il dato da sottolineare non è il numero in sé, come accennato, ma è la velocità con cui ci si è arrivati. Nella primavera del 2020 Tesla festeggiava il primo milione di vetture prodotte e poco più di sei anni dopo, quel numero si è moltiplicato per dieci.

Non è stato un percorso lineare. Il 2025 ha portato anche qualche ombra: le vendite hanno segnato una flessione del 9 per cento, segnale che il mercato elettrico non è più territorio esclusivo di Tesla. La concorrenza si è fatta folta, i clienti più selettivi, ma la crescita cumulativa della produzione ha continuato a correre indipendentemente.
A rendere possibile questa accelerazione è stata l’espansione industriale. Alla storica fabbrica californiana si sono affiancati gli impianti di Shanghai, Berlino-Brandeburgo e Austin, quattro gigafactory distribuite sui principali mercati mondiali, costruite per abbattere i costi logistici e sostenere volumi che, ai tempi delle prime Model S, apparivano quasi fantascientifici.
Tesla era nata esattamente dall’altra parte dello spettro. Model S e Model X erano auto costose, destinate a un pubblico ristretto, pensate per dimostrare che un’elettrica poteva essere rapida, tecnologica e desiderabile. Il cambio di scala è arrivato con la Model 3 nel 2017, poi accelerato dalla Model Y nel 2020.

La berlina e il SUV compatto hanno trasformato Tesla da costruttore di nicchia a player di massa. La Model Y, in particolare, ha chiuso il 2023 come l’auto più venduta al mondo in assoluto, su qualsiasi alimentazione e qualsiasi segmento, con circa 1,22 milioni di esemplari consegnati. Nel 2024 ha ceduto il primato alla Toyota RAV4 per meno di 3.000 unità.
Quota dieci milioni segna anche un’altra traiettoria: è esattamente la metà dell’obiettivo dei venti milioni di consegne, uno dei parametri legati al controverso piano di compensi azionari di Musk.
Toyota, nel frattempo, (con un paragone improprio, potremmo dire) produce già circa dieci milioni di vetture l’anno. Tesla ci ha messo sedici anni per raggiungere lo stesso numero in totale. Chissà quanto tempo ci vorrà per i prossimi dieci.
