Koji Sato se ne va. Non licenziato, sia chiaro, ma delicatamente spostato verso una poltrona più morbida e meno operativa. Dall’1 aprile 2025, il CEO di Toyota, incarico che ricopriva dal gennaio 2023, diventerà Vicepresidente e Chief Industry Officer, una posizione che suona importante ma che sostanzialmente significa occuparsi del “settore in generale”, un po’ tutto e niente. Nel frattempo, il timone della più grande casa automobilistica del mondo passa a Kenta Kon, attuale direttore finanziario.

Kon non è affatto un incompetente, anzi. È considerato l’artefice principale degli impressionanti profitti di Toyota negli ultimi anni, quelli che hanno fatto schizzare le azioni della società del 111% sotto la guida di Sato. Evidentemente qualcuno a Tokyo ha capito che, tra progettare auto e farle vendere con margini da capogiro, quest’ultima è l’abilità che conta davvero. Ed è la prima volta dal 2009 che Toyota nomina al comando qualcuno che non sia un esperto di automobili. Un dettaglio non irrilevante.
La strategia di Sato, va detto, ha funzionato. Mentre mezzo mondo automotive si gettava a capofitto nell’elettrico, per poi scontrarsi con politiche instabili e barriere commerciali, Toyota ha preferito giocare la carta “multi-energia”: benzina, ibrido, elettrico, idrogeno, tutto insieme appassionatamente. Un approccio che sembrava timido, quasi attendista, ma che oggi appare lungimirante. O forse semplicemente prudente, come si conviene a chi non vuole scommettere troppo (o tutto) sulla moda del momento.

Certo, anche Toyota sta ampliando il suo portafoglio di veicoli completamente elettrici, ma con calma, senza fretta. Lentamente ma inesorabilmente. Nel frattempo, Sato si dedicherà agli incarichi istituzionali: è già presidente della JAMA (l’associazione dei costruttori giapponesi) e vicepresidente della Keidanren, la federazione delle imprese nipponiche. Ruoli di rappresentanza dove sicuramente si parla molto.
Il nuovo CFO sarà Yoichi Miyazaki, attualmente Operating Officer, che manterrà comunque il suo ruolo precedente. Perché a Toyota evidentemente credono anche nel multitasking. Dal primo aprile, insomma, Kon si concentrerà sulla gestione interna dell’azienda, profitti, costi, margini, mentre Sato guarderà al settore dall’alto.
