Tesla ha messo in moto un piano di circa 1.000 assunzioni per la Gigafactory di Berlino-Grünheide, con i primi inserimenti attesi già a maggio e l’obiettivo di chiudere l’operazione entro fine giugno. L’idea è portare la produzione settimanale dello stabilimento a crescere di circa il 20 per cento dal terzo trimestre in avanti, passando dalle poco più di 5.000 auto attuali a ridosso delle 6.000 a settimana, un livello che lascerebbe comunque ampio margine rispetto alla capacità massima autorizzata di 500.000 veicoli l’anno.
Tesla aumenta la produzione alla Gigafactory di Berlino: previste 1.000 assunzioni

Dietro questa accelerazione c’è soprattutto la Tesla Model Y, che in Europa continua a fare da traino per il marchio e la cui domanda sembra aver ridato fiato allo stabilimento tedesco, di fatto la principale base produttiva di Tesla nel continente. Le immatricolazioni Tesla in Germania hanno ripreso quota nelle ultime settimane e a marzo le consegne hanno registrato una crescita consistente dopo mesi più sottotono, il che rende più comprensibile la scelta di spingere su organico e volumi in tempi stretti.
Tesla ha fatto sapere anche di voler stabilizzare circa 500 posizioni oggi coperte da contratti a termine o forme simili, convertendole in contratti stabili. Una decisione che lavora sulla continuità della forza lavoro già presente a Grünheide, oltre che sull’ampliamento, e che potrebbe anche servire come segnale di radicamento verso le istituzioni locali e i sindacati tedeschi, storicamente attenti alla qualità dei rapporti di lavoro nelle grandi fabbriche del paese.

Inoltre, nella prima metà del 2027 dovrebbe partire una nuova attività dedicata alla produzione di celle per batterie, e stando a quanto emerso Tesla starebbe già cercando centinaia di persone per questa linea. Se confermato, sarebbe importante per la Gigafactory, che da polo di assemblaggio si avvicinerebbe a un modello produttivo più integrato lungo la filiera elettrica, con ricadute potenzialmente importanti anche sull’indotto regionale.
