Tesla ha consegnato 480.126 veicoli nel secondo trimestre del 2026, un risultato che supera le stime di Wall Street e segna una crescita di circa il 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dopo due anni in cui i volumi avevano continuato a calare. La produzione si è invece fermata a 451.758 unità, uno scarto che dimostra come l’azienda abbia utilizzato il trimestre anche per smaltire parte delle scorte accumulate nei mesi precedenti.
Tesla, trimestre da record per le consegne: ora cresce la speranza sul 2026

Il recupero arriva soprattutto dall’Europa, dove Tesla sembra aver ritrovato slancio dopo una fase difficile grazie al rincaro dei carburanti, che ha spinto alcuni clienti verso l’elettrico, e a una elettrificazione delle flotte aziendali che prosegue con costanza, mentre le tensioni legate all’immagine pubblica di Elon Musk paiono essersi attenuate rispetto ai mesi scorsi.
Negli Stati Uniti la domanda resta invece più fragile, penalizzata dalla fine degli incentivi federali per l’acquisto di veicoli elettrici, e Tesla ha provato a reagire proponendo versioni più economiche di Model 3 e Model Y insieme a formule di finanziamento pensate per trattenere i clienti più sensibili al prezzo.
In Cina la pressione di BYD e degli altri costruttori locali continua a farsi sentire, anche se l’aggiornamento della Model Y ha contribuito a sostenere le vendite, un risultato che l’azienda prova ora a replicare negli Stati Uniti con il debutto della Model Y L a sei posti.

Nonostante numeri superiori alle attese, il titolo Tesla ha perso terreno in Borsa subito dopo la pubblicazione dei dati, complice un ottimismo che i mercati avevano già in buona parte anticipato nei giorni precedenti. Gli investitori continuano infatti a guardare al futuro, concentrandosi sulla capacità dell’azienda di trasformare in ricavi effettivi le promesse legate a robotaxi, guida autonoma e intelligenza artificiale, ambiti che secondo diverse stime richiederanno ancora investimenti ingenti prima di produrre risultati misurabili su larga scala.
Per il resto dell’anno Tesla prevede infatti di destinare risorse consistenti all’ampliamento delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, alla produzione di batterie e allo sviluppo del Cybercab, oltre che al programma dedicato al robot umanoide Optimus. Il servizio robotaxi, per ora attivo soltanto ad Austin, in Texas, dovrebbe ampliarsi nei prossimi mesi, mentre la guida autonoma Full Self-Driving si sta estendendo con gradualità anche in alcuni mercati europei, anche se non mancano le polemiche.
L’appuntamento che chiarirà l’effettiva portata di questi risultati è fissato per il 22 luglio, quando Tesla pubblicherà i conti trimestrali dopo la chiusura dei mercati.
