Tesla ha raggiunto un accordo extragiudiziale con la famiglia della vittima di un incidente mortale avvenuto in Arizona a novembre 2023, nel quale era coinvolta una Model Y con il sistema Full Self-Driving attivo. L’intesa, riportata da Bloomberg, chiude una delle cause giudiziarie più sensibili per il costruttore californiano, anche se i termini economici non sono stati resi noti.
Tesla trova un accordo su un incidente mortale con FSD, ma non basta a chiudere il dossier

La vittima, Johna Story, 71 anni, era scesa dalla propria auto per gestire il traffico in prossimità di un precedente sinistro lungo un’autostrada dell’Arizona, in un tratto dove la visibilità risultava compromessa dall’abbagliamento solare. La donna è stata investita mortalmente dalla Model Y in modalità FSD. La figlia, che aveva avviato il procedimento legale, avrebbe espresso sollievo per la possibilità di chiudere almeno questo capitolo della vicenda, secondo quanto dichiarato dal legale di famiglia.
L’accordo arriva in un momento particolarmente delicato per Tesla e per l’intero comparto della guida assistita negli Stati Uniti. Due senatori americani hanno chiesto alla NHTSA di avviare un’indagine formale sul Full Self-Driving, che sta sbarcando anche in Europa, sollevando dubbi sulla chiarezza e sul rigore delle statistiche di sicurezza diffuse dall’azienda. La richiesta riflette un clima di crescente scrutinio istituzionale nei confronti delle tecnologie di automazione della guida, un tema che ha ormai superato i confini del dibattito tecnico per entrare stabilmente nell’agenda politica statunitense.

A complicare il quadro per Tesla si aggiunge un altro episodio tornato sotto i riflettori in Texas, dove una Model 3 con Autopilot attivo sarebbe finita contro un’abitazione causando la morte di una donna che si trovava all’interno. Un caso che contribuisce ad alimentare l’attenzione mediatica e regolatoria attorno ai sistemi del costruttore e che rende difficile leggere la chiusura della causa in Arizona come un risultato favorevole dal punto di vista dell’immagine.
La vicenda assume anche una dimensione comunicativa particolare alla luce delle dichiarazioni passate di Elon Musk, che in diverse occasioni aveva affermato di non voler mai patteggiare cause ritenute ingiuste, preferendo la via del tribunale anche a costo di una sconfitta. Senza conoscere i dettagli dell’intesa, tuttavia, risulta impossibile valutare quali considerazioni abbiano orientato la decisione dell’azienda.
Il fronte giudiziario per Tesla, del resto, non si esaurisce con il caso Arizona. Solo di recente un tribunale federale ha condannato la società a versare 243 milioni di dollari per un’altra vicenda legata all’Autopilot, e il costruttore californiano non è nemmeno l’unico a trovarsi sotto pressione. Ford con BlueCruise e General Motors con Super Cruise hanno a loro volta affrontato richiami, indagini e audizioni parlamentari, a dimostrazione di quanto la questione della responsabilità nella guida assistita resti aperta per l’intero settore automobilistico.
