Da re incontrastato a quota residuale: il crollo del diesel in dieci anni

Il diesel crolla in Italia nel primo semestre 2026. Dieci anni fa era al 56,4%. Non molti i modelli ancora in vendita con un’alimentazione al tramonto.
diesel, carburante

Sono 64mila auto circa le diesel vendute nella prima metà dell’anno. Il numero che racconta meglio di qualsiasi analisi cosa è rimasto della motorizzazione un tempo amatissima in Italia nel primo semestre del 2026. Una quota del 4,8% del mercato totale, in calo di 2,1 punti rispetto al già magro 6,9% dello stesso periodo del 2025. Un’erosione costante, silenziosa, che ha trasformato un’alimentazione un tempo egemone in una nicchia per pochi.

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diesel, carburante

Eppure, basterebbe tornare indietro di dieci anni per trovare un mercato completamente diverso. Nel primo semestre del 2016, il 56,4% delle auto vendute in Italia andava a gasolio: 592.310 immatricolazioni. Nello stesso periodo, le ibride erano 19.947, le elettriche 688. L’ibrido era un esperimento, l’elettrico quasi un’avventura esotica. Il diesel era la risposta a tutto.

Oggi la prima forza del mercato italiano è l’elettrificato. Tra mild hybrid e full hybrid si sommano 470.474 immatricolazioni nei primi sei mesi del 2026. I plug-in fanno 85.215. Le elettriche pure 79.613.

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Il diesel, in quello stesso arco di tempo, come anticipato, ne ha raccolte 64.213, in calo del 25,6% rispetto alle 86.317 del primo semestre 2025. Anche il GPL, con i suoi 60.436 pezzi, riesce quasi a stargli dietro. Il confronto con il 2016 è impietoso: la sola Volkswagen Golf diesel valeva allora 17.248 unità. Il podio intero del 2026, Audi Q3, Volkswagen Tiguan, Mercedes GLA, si ferma a 16.651.

volkswagen golf GTD

La top ten del 2016 aveva in testa la Fiat 500X con 24.878 unità, seguita dalla 500L con 23.295 e dalla Renault Clio con 21.357. Tre modelli che raccontano un’altra epoca: la 500X e la 500L sono scomparse dal mercato, la Clio ha abbandonato il gasolio per l’ibrido. Oggi il diesel è roba da segmento C in su, se va bene. Le city car diesel non esistono più, scelta industriale imposta di fatto dalle regole europee sulle emissioni.

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Le cause del crollo sono note. Il Dieselgate ha incrinato la fiducia. Le normative Euro6 hanno fatto lievitare i costi, tra catalizzatori e sistemi AdBlue. Le città hanno iniziato a chiudere le porte. Sul fronte del carburante, le nuove accise hanno portato il gasolio sopra i 2 euro al litro, erodendo quello che per decenni era stato il principale vantaggio economico rispetto alla benzina.

L’unica via di sopravvivenza sembra essere l’ibridizzazione, con sistemi mild hybrid e plug-in che provano a prolungare la vita del motore a gasolio.