Tesla ha completato la fase finale dei test previsti dalla normativa UN R-171 e ha trasmesso tutta la documentazione necessaria all’RDW, l’ente olandese per l’omologazione dei veicoli, che sta ora esaminando il dossier relativo al Full Self-Driving “Supervised”. L’approvazione, inizialmente attesa per il 20 marzo, dovrebbe arrivare attorno al 10 aprile, uno slittamento legato ai tempi delle procedure tecniche e istituzionali piuttosto che a problemi specifici del progetto.
Tesla, la guida autonoma potrebbe arrivare presto anche in Europa

Secondo quanto riportato da Reuters, un eventuale via libera nei Paesi Bassi potrebbe poi facilitare il riconoscimento nazionale in altri mercati europei, aprendo la strada a un lancio più ampio nel corso dell’estate 2026.
Per ottenere l’omologazione, Tesla ha dovuto affrontare un percorso sensibilmente più rigido rispetto a quelli seguiti negli Stati Uniti e in Cina. L’azienda dichiara di aver percorso oltre 1,6 milioni di chilometri sulle strade europee negli ultimi 18 mesi, di aver condotto circa 13.000 test con clienti a bordo e di aver riprodotto più di 4.500 scenari in circuito chiuso per simulare le situazioni più imprevedibili del traffico quotidiano, a fronte di oltre 400 requisiti normativi da soddisfare.
Va precisato che il sistema in questione non corrisponde a una guida completamente autonoma, ma a una tecnologia avanzata di assistenza che richiede la presenza attiva e attenta del conducente, il quale resta in ogni momento responsabile della conduzione del veicolo.

L’eventuale via libera europeo arriverebbe peraltro in un momento tutt’altro che semplice per Tesla, considerando il rallentamento commerciale con prospettive di crescita ridimensionate. In questo quadro, la possibilità di proporre il FSD anche in Europa aggiungerebbe un argomento in più per sostenere l’interesse verso il marchio, anche se resta da capire a quali condizioni economiche il servizio verrà offerto, dato che Tesla non ha ancora comunicato se opterà per un acquisto diretto, per una formula in abbonamento o per entrambe le soluzioni.
Per quanto riguarda la concorrenza, diversi costruttori cinesi e aziende tecnologiche stanno sviluppando sistemi di assistenza alla guida sempre più evoluti destinati al mercato europeo, e il vantaggio di tempo che Tesla potrebbe ottenere con un’omologazione anticipata non garantisce di per sé una posizione stabile nel medio periodo, soprattutto in un settore che si muove a ritmi molto più rapidi rispetto anche solo a due o tre anni fa.
