Tesla, adesso l’amore per il Full Self Driving si paga con abbonamento

Tesla rivoluziona il mercato: dal 2026 il Full Self Driving sarà un abbonamento mensile da 99$, come Netflix. Scopri i dettagli della svolta.
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Niente batterie allo stato solido o paraurti e appendici super aerodinamici per aumentare efficienza e chilometri di autonomia. La vera rivoluzione di Tesla per il 2026 è un abbonamento mensile. A partire dal 14 febbraio, la Festa degli Innamorati, il celebre e chiacchieratissimo pacchetto Full Self Driving (FSD) smetterà di essere un acquisto definitivo da circa 8.000 dollari per trasformarsi in un abbonamento da 99 dollari al mese.

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Elon Musk ha deciso che la guida autonoma deve seguire lo stesso destino di un servizio come Netflix, per citarne uno. Se smetti di pagare, torni a dover usare le mani come un comune mortale del secolo scorso.

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Questa virata commerciale punta alla prevedibilità dei flussi di cassa, ma non toccherà i vecchi clienti: chi ha già sborsato l’ingente cifra “chiavi in mano” continuerà a godersi il sistema senza costi ricorrenti. Per tutti gli altri, la soglia d’ingresso si abbassa, ma il dubbio resta.

Musk giustifica la scelta con la necessità di finanziare lo sviluppo di un software che, nonostante il nome altisonante, richiede ancora la supervisione attiva del conducente. Insomma, pagate 99 dollari al mese per un “pilota automatico” che, in realtà, è un assistente che vi obbliga a guardare la strada.

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Mentre Tesla cerca di monetizzare ogni singolo chilometro, l’agenzia federale NHTSA non sembra affatto divertita. Sono ben 2,88 milioni i veicoli finiti sotto indagine per potenziali violazioni della sicurezza stradale. Le funzionalità come il cambio di corsia automatico e la navigazione urbana sono spettacolari, ma la realtà normativa statunitense è meno “full” di quanto suggerisca il marketing.

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Il mercato è spaccato. Da un lato c’è chi loda la democratizzazione della tecnologia, dall’altro chi vede nell’abbonamento una perdita di valore per l’auto. In mezzo, le associazioni per la sicurezza stradale continuano a chiedere trasparenza sugli standard di certificazione. In attesa che il software diventi davvero autonomo, allora, c’è da preparare la carta di credito.