Lexus non ha voluto scegliere troppo stavolta. Mentre mezza industria auto continua a litigare su quando e come abbandonare il motore termico, la casa giapponese si presenta con la nuova ES rinfrescata per il 2026 e mette sul tavolo una proposta pragmatica. Se vuoi l’elettrico puro, c’è. Se preferisci l’ibrido collaudato, c’è anche quello. Nessuna crociata tecnologica.
L’ottava generazione della ES è la prima a portare sotto il cofano versioni completamente elettriche. La ES 350e, con trazione anteriore e 224 CV, dichiara un’autonomia tra 493 e 581 chilometri a seconda della configurazione. Chi vuole di più trova la ES 500e, grazie a doppio motore, trazione integrale, 343 CV e uno 0-100 km/h in 5,5 secondi. La batteria è da 77 kWh per entrambe, la ricarica rapida a 150 kW porta dal 10 all’80% in circa 30 minuti.

Sul fronte ibrido, invece, arriva la sesta generazione del sistema full hybrid Toyota-Lexus. Motore benzina 2.5 quattro cilindri, 196 CV complessivi, consumi dichiarati tra 4,8 e 5,2 litri per 100 chilometri nelle versioni a trazione anteriore. La vera novità è l’arrivo della trazione integrale E-Four, inedita per questo modello, ottenuta con un secondo motore elettrico sull’asse posteriore. La variante AWD scende a 7,7 secondi sullo 0-100 e consuma tra 4,9 e 5,4 litri. Per una berlina di questo peso e posizionamento, sono cifre difficili da ignorare.

Il bersaglio dichiarato è il segmento che da decenni appartiene ai costruttori tedeschi. Lexus ci aveva già provato in passato, con risultati alterni. Questa volta però la ES arriva con un argomento in più. D’altronde, in un mercato europeo che non ha ancora le idee chiare sulla transizione energetica, offrire entrambe le strade, e bene, è una strategia che può essere vincente.

I prezzi per il mercato italiano non sono ancora stati comunicati. Il debutto commerciale è atteso nei prossimi mesi. C’è tempo per prepararsi, ma non troppo.
