Saab, gli ultimi esemplari prodotti finiscono all’asta

Le ultime Saab conservate nello stabilimento di Trollhättan saranno vendute all’asta.
saab auto asta

Le ultime vetture ancora custodite nello storico stabilimento Saab di Trollhättan stanno per essere vendute all’asta, segnando di fatto la chiusura simbolica di una vicenda industriale iniziata nel 1947 con la prima Saab 92 e proseguita tra fallimenti, acquisizioni e tentativi di rilancio mai andati a buon fine.

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La vendita si svolgerà tra il 21 e il 30 maggio 2026 attraverso la piattaforma svedese Klaravik e comprenderà otto veicoli provenienti dai programmi Saab e NEVS sviluppati nella fabbrica svedese. Tutti i lotti partiranno da una base di zero corone svedesi e senza prezzo di riserva, una formula che potrebbe alimentare una competizione accesa tra collezionisti e appassionati del marchio.

Saab, all’asta gli ultimi modelli custoditi nello storico stabilimento di Trollhättan

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Tra i veicoli in catalogo figurano tre Saab 9-3 benzina del 2014, ovvero gli ultimi modelli termici costruiti a Trollhättan. Si tratta di due 9-3 Aero di pre-serie con percorrenze rispettivamente di 18.430 e 38.780 km e di una 9-3 di pre-produzione con 58.640 km. Queste vetture furono assemblate quando NEVS, dopo aver rilevato parte degli asset Saab, tentò di riavviare temporaneamente la produzione della 9-3 tradizionale per finanziare lo sviluppo dei futuri modelli elettrici. Per molti collezionisti rappresentano le ultime vere Saab uscite dalla fabbrica dove tutto era cominciato.

Di particolare interesse è la NEVS 9-3 EV del 2018, una berlina elettrica derivata dalla Saab 9-3 e basata sulla piattaforma GM Epsilon I, equipaggiata con un motore da circa 177 CV e un’autonomia dichiarata vicina ai 300 km. Accanto a questa vettura compaiono tre prototipi sperimentali, uno sviluppato come laboratorio per la guida autonoma con sensori e sistemi avanzati di assistenza, un altro dotato di quattro motori elettrici integrati direttamente nelle ruote per ottenere la trazione integrale senza alberi di trasmissione o differenziali tradizionali e un terzo che abbina un pacco batterie a un range extender termico in una configurazione vicina a quella di un’ibrida seriale.

Il lotto più insolito è probabilmente il SUV elettrico Hengchi 5, legato al gruppo cinese Evergrande che controllò NEVS negli ultimi anni di attività. L’esemplare in vendita avrebbe soltanto 46 km percorsi e sarebbe l’unico Hengchi 5 presente in Svezia.

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La storia dietro questa asta risale agli inizi degli anni 2010, quando Saab Automobile fallì dopo gli anni sotto General Motors e la parentesi con Spyker. Gli asset furono poi acquisiti da NEVS, che si insediò a Trollhättan con l’obiettivo di rilanciare il marchio in chiave elettrica. L’azienda provò inizialmente a riavviare la produzione della 9-3 tradizionale, ma perse in seguito i diritti sul nome Saab e spostò il focus sullo sviluppo della NEVS 9-3 EV tra Svezia e Cina, trasferendo la produzione industriale a Tianjin e mantenendo Trollhättan come centro per prototipi e pre-serie. L’ingresso di Evergrande, colosso immobiliare cinese intenzionato a costruire un polo dedicato alle auto elettriche, sembrò aprire una nuova fase, ma la crisi finanziaria del gruppo portò NEVS verso un progressivo congelamento operativo, tra licenziamenti e smantellamento delle attività.

Le auto in vendita non sono immatricolate e l’asta sarà aperta anche ad acquirenti internazionali. Il 30 maggio si terrà inoltre un evento pubblico direttamente nello stabilimento di Trollhättan, durante il quale visitatori e appassionati potranno vedere per un’ultima volta queste vetture lasciare la fabbrica dove quasi ottant’anni fa era cominciata la storia di Saab.