Lucid Motors ha trovato in Uber e Nuro i partner che potrebbero salvare l’azienda sull’orlo del baratro finanziario. L’accordo rappresenta una vera e propria ancora di salvezza per il costruttore californiano che continua ad accumulare perdite trimestrali preoccupanti. I 300 milioni di dollari investiti da Uber nel capitale di Lucid dimostrano quanto questo progetto sia vitale per entrambe le parti.

Il veicolo in questione, la versione robotaxi del Gravity mostrata al CES 2026 di Las Vegas, è già operativo sulle strade di San Francisco dallo scorso dicembre, anche se al momento con conducenti a bordo per ragioni di sicurezza. L’assemblaggio avviene in Arizona e l’obiettivo è quello di posizionarsi come il servizio di taxi autonomi più lussuoso sul mercato. Gli interni mantengono il DNA premium del marchio, con spazio per sei passeggeri e un sistema di schermi interattivi che permettono di gestire climatizzazione, riscaldamento dei sedili e intrattenimento musicale.
Dal punto di vista tecnico, il sistema autonomo sviluppato da Nuro punta al livello 4 grazie a un arsenale di sensori che include telecamere ad alta risoluzione, radar e LiDAR per garantire una visione completa dell’ambiente circostante. Sul tetto spicca una struttura con LED e display che facilita il riconoscimento del veicolo, una scelta pratica ma che sacrifica in parte l’eleganza estetica che ha sempre contraddistinto Lucid.

Il lancio commerciale nella Bay Area di San Francisco dovrebbe avvenire entro l’anno, dopo che una flotta di oltre 100 veicoli avrà completato la fase di test ingegneristici. Dave Ferguson, co-fondatore di Nuro, ha sottolineato come il servizio sia stato “progettato per operazioni concrete e una crescita sostenibile nel lungo periodo”. Tuttavia, i tempi appaiono ottimistici considerando gli ostacoli normativi e le complessità tecniche che caratterizzano l’implementazione di veicoli autonomi in contesti urbani densamente popolati.
L’esclusiva concessa alla piattaforma Uber è un’arma a doppio taglio. Da un lato garantisce visibilità immediata presso milioni di utenti, dall’altro lega indissolubilmente il futuro di Lucid alle fortune del colosso americano del ride-sharing. Il settore dei robotaxi, per quanto promettente, è saturo di annunci altisonanti che raramente si traducono in risultati concreti, con tempistiche sistematicamente rimandate. E come insegna l’esperienza di Waymo, controllata da Google e molto attiva nel settore dei robotaxi, basta un incidente o un problema tecnico per far crollare la reputazione. Per Tesla, quindi, si tratta di un altro concorrente in arrivo, che si aggiunge a Mercedes, anche questa ora attiva in nel settore.
