Il 2025 dell’auto in Italia si chiude con un bilancio che ricorda un bicchiere mezzo pieno, o forse mezzo vuoto a seconda di quanto amiate il profumo del carburante. Con un totale di 1.525.722 immatricolazioni, l’anno termina in leggera flessione rispetto a un 2024 già non propriamente brillante. Tuttavia, se il dato complessivo piange, il settore delle auto elettriche e delle ibride plug-in ride, sempre se compariamo i dati con le scorse annate.
Nel 2025 le auto a zero emissioni hanno stabilito quello che potremmo definire un “piccolo miracolo italiano”, volendo essere positivi. La quota di mercato è balzata dal 4,2% del 2024 a un inedito 6,2%. In termini assoluti, siamo passati da 65.983 a 94.973 auto elettriche vendute. Merito certamente degli incentivi, che hanno convinto molti italiani a fare il grande salto verso la spina. Con tutti i limiti infrastrutturali del caso ancora presenti e diffusi.

Ancora meglio hanno fatto le auto plug-in, che sono letteralmente raddoppiate, passando da una quota del 3,3% a ben il 6,5%, con quasi 100.000 unità vendute.
Dicembre è stato però un mese di chiaroscuri. Le vendite generali sono salite del 2,2%, e le elettriche hanno toccato una quota dell’11%, andando a 12.078 unità. Un balzo notevole se confrontato con il misero 5,4% dello stesso mese dell’anno precedente.
L’UNRAE continua a predicare realismo. Per una transizione efficace servono infrastrutture, tariffe accessibili e una revisione della fiscalità aziendale, non solo sogni ambiziosi.

Chi vince la battaglia dei modelli? In vetta troviamo ancora una volta Tesla, con la Model 3 che si conferma regina del 2025 con 7.114 unità, nonostante un leggero calo rispetto al 2024. Ma la vera sorpresa, forse persino lo shock per i puristi e gli amanti dei marchi tradizionali e storici in Europa, è la Leapmotor T03. La piccola cinese targata Stellantis, infatti, è balzata da 197 a 6.242 esemplari, soffiando il secondo posto alla Tesla Model Y, che scivola in terza posizione con un calo vistoso.
A completare la top five ci pensano la Dacia Spring e la BYD Dolphin, a dimostrazione che il mercato elettrico italiano sta parlando decisamente altre lingue.
