Porsche, si chiude in Cina per evitare il disastro

Porsche taglia il 30% dei concessionari in Cina per rilanciare il mercato e puntare su ricerca, qualità e nuovi modelli esclusivi entro il 2026.
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Ormai Porsche deve scontrarsi con una dura realtà, quella che vede il Regno di Mezzo come lo scenario più faticoso degli ultimi tempi. Il CEO di Porsche China, Pan Liqi, ha appena ufficializzato quello che molti temevano: l’azienda chiuderà il 30% dei suoi concessionari nel Paese. L’obiettivo è drastico, passare dai 150 punti vendita del 2024 a soli 80 entro la fine del 2026.

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La Casa tedesca avrebbe quindi deciso di scaricare gran parte del “bagaglio” a bordo per tentare di andare più veloce. I problemi partono però da lontano. Il crollo è iniziato nel 2022, quando le unità vendute erano quasi 96.000. Nel 2025, quel numero è precipitato a 41.938 auto consegnate, segnando un terrificante -56,2% in soli tre anni. Tra centri che chiudono improvvisamente a Zhengzhou e Guiyang, e una gestione caotica di documenti e depositi rimasti nel limbo, l’immagine del marchio ha subito qualche graffio di troppo.

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Pan Liqi assicura che non si tratta di una resa, ma di una “ricalibrazione”. I soldi risparmiati chiudendo gli showroom non finiranno semplicemente nel salvadanaio, ma verranno dirottati sul nuovo centro di ricerca e sviluppo integrato di Shanghai, inaugurato lo scorso novembre.

Mentre il CEO nega categoricamente l’apertura di stabilimenti produttivi locali, sottolineando che il DNA resta tedesco, ammette che il 2026 sarà un anno dedicato alla “qualità rispetto alla quantità”. Una frase che suona come un’ammissione su dei risultati destinati a scendere ancora nel corso dell’anno.

Per tentare di riconquistare i fan cinesi, entro fine anno arriveranno nuovi modelli esclusivi, tra cui crossover di segmento B e D con motorizzazioni termiche e ibride plug-in.

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Nel frattempo, Porsche sta strizzando l’occhio ai fornitori locali per soluzioni di guida intelligente, cercando di capire come tornare a far sognare un mercato che sembra aver perso l’entusiasmo per le sportive teutoniche. Non è facile prevedere se la “cura dimagrante” di Pan Liqi riuscirà a risollevare Porsche in Cina.