Porsche riporta la produzione della Cayenne in Germania: questione di necessità

Porsche valuta il trasferimento della Cayenne da Bratislava a Lipsia. Buone notizie per la Germania, meno per il Gruppo VW e la Slovacchia.
porsche cayenne bratislava

La Cayenne torna a casa, o almeno, ci prova. Porsche sta lavorando per spostare la produzione del suo SUV di punta da Bratislava a Lipsia, dove già escono dalla linea la Panamera e la Macan. Lo stabilimento tedesco gira sotto capacità, e in un momento di difficoltà finanziarie come quello che attraversa il marchio di Stoccarda, lasciare impianti industriali a mezzo servizio è un lusso che non ci si può permettere.

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Il trasferimento, dal punto di vista operativo, cambierebbe poco. Tutte le versioni della Cayenne, benzina, ibrida, full electric, vengono già assemblate insieme a Bratislava. A Lipsia andrebbero semplicemente a occupare una terza linea, accanto alle sorelle di gamma. Logisticamente è uno spostamento significativo.

Il punto dolente è che i costi del lavoro in Germania sono sensibilmente più alti di quelli slovacchi. Ed è esattamente qui che si apre la partita vera. La dirigenza di Porsche ha già posto le sue condizioni, e nelle prossime settimane sono attesi negoziati serrati con i rappresentanti dei lavoratori di Lipsia.

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I sindacati tedeschi non sono esattamente noti per la morbidezza negoziale, ma questa volta hanno qualcosa da guadagnare: un terzo modello in produzione significa futuro garantito per lo stabilimento sassone. E probabilmente non finisce qui, visto che tra i progetti in cantiere figura anche un SUV familiare ancora in fase di sviluppo, noto per ora con il nome in codice K1, anch’esso potenzialmente destinato alla Sassonia.

Chi invece ha tutto da perdere è Bratislava. Il Gruppo Volkswagen ha investito cifre considerevoli nella modernizzazione di quello stabilimento, trasformandolo in uno dei siti più efficienti dell’intero gruppo. Un’efficienza costruita attorno alla Cayenne, che ora rischia di andarsene. Senza il SUV tedesco, la fabbrica slovacca si ritroverebbe con una capacità produttiva importante e un’agenda improvvisamente molto più vuota.

Volkswagen ha escluso un abbandono totale del sito, ma i piani per tenerlo a pieno regime restano vaghi. E “piani vaghi” è spesso sinonimo di brutte notizie che arrivano in ritardo. Bratislava ha ottimizzato tutto per costruire la Cayenne nel modo più efficiente possibile. Peccato che l’efficienza, a quanto pare, non basti.

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