Il marchio è stato depositato da Porsche, la silhouette è stata avvistata al Nürburgring e il nome, appunto, Bergsport, svela già tutto quello che c’è da sapere.
La Casa tedesca ha registrato il termine presso l’ufficio svizzero della proprietà intellettuale. In tedesco significa, approssimativamente, “sport di montagna”. Il che, combinato con le foto trapelate di una 911 GT3 con spoiler a coda d’anatra al posto dell’alettone a collo di cigno, lascia pensare che Stoccarda stia costruendo una variante della GT3 pensata per le cronoscalate.
Un omaggio tutt’altro che nostalgico. Le gare in salita sono tra le discipline motoristiche più antiche del mondo, ancora vive a Goodwood e a Pikes Peak, ma tra gli anni Venti e Settanta rappresentavano il cuore pulsante del motorsport alpino. Percorsi da punto a punto lunghi oltre dieci chilometri, dislivelli che sfioravano i 1.200 metri, condizioni meteo che cambiavano a ogni tornante.
La risposta di Porsche, negli anni Sessanta, fu tagliare peso fino all’osso. La 909 Bergspyder del 1968 pesava appena 385 chili e affidava i suoi 270 cavalli a una struttura peso-piuma.
La filosofia non è cambiata. La Bergsport, se esiste davvero, nascerà probabilmente dallo stesso principio. Via l’alettone imponente, sostituito dalla coda d’anatra: sufficiente per stabilizzare la vettura nei rettilinei, molto meno penalizzante nelle curve lente dove la velocità non giustifica il carico aerodinamico di un’ala da circuito. L’Active Suspension Management potrebbe sparire a favore di tarature statiche ottimizzate per il grip trasversale.
L’abitacolo subirà lo stesso trattamento. Via i rivestimenti fonoassorbenti, via il tappeto, probabilmente via l’infotainment. I sedili in carbonio a schienale fisso, già presenti su altre varianti GT3, diventerebbero di serie. L’aria condizionata? Optional semplicemente di troppo.
La coda d’anatra non è una novità per Porsche. È comparsa per la prima volta sulla Carrera RS 2.7 del 1972, primo spoiler esterno mai montato su una 911, poi sulla Sport Classic del 2009 e sulla 992.1 del 2022, unica della sua generazione ad abbinare il sei cilindri biturbo della Turbo a cambio manuale e trazione posteriore.
Non è nemmeno la prima volta che Porsche ragiona su una versione berg di un’auto moderna: nel 2019 esiste un concept 718 Boxster Bergspyder, niente tetto, niente parabrezza, rimasto nel cassetto.


