Dacia e Ford spente dal Danubio: la siccità blocca l’automotive rumeno

Siccità record sul Danubio, reattore nucleare a rischio: Dacia e Ford fermano la produzione fino al 19 agosto per salvare la rete elettrica rumena.
fabbrica dacia, romania

Il Danubio ha fermato le fabbriche. Un segnale allarmante, dato che è la siccità a spegnere le linee di produzione di Dacia e Ford in Romania. I due stabilimenti di Mioveni e Craiova hanno sospeso le attività fino al 19 agosto. Una scelta annunciata dal Premier Ilie Bolojan: in Romania, il settore automotive è uno dei pilastri dell’economia manifatturiera, e fermarlo non è una decisione che si prende a cuor leggero.

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fabbrica ford, romania

Il problema è strutturale e persino imbarazzante. Cernavoda, l’unica centrale nucleare del paese, dipende dal Danubio per il raffreddamento dei reattori. Dopo settimane di siccità estrema in tutta l’Europa centro-orientale, i livelli del fiume sono crollati al punto da costringere allo spegnimento di uno dei due reattori. Il secondo regge, ma con il fiato corto. Cernavoda copre circa il 20% del fabbisogno elettrico nazionale. Perderne anche solo una parte significa una crisi energetica in piena regola.

Il 3 agosto le autorità hanno fatto brillare cariche controllate sul fondale del Danubio per convogliare più acqua verso le prese di raffreddamento. Una soluzione che è niente di meno che la disperazione ingegneristica, ma che per ora tiene in piedi il reattore 2.

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È qui che entrano in scena Dacia e Ford. Gli impianti automobilistici sono divoratori di energia. Reparti di verniciatura, presse di stampaggio, linee di saldatura, assemblaggio finale significano migliaia di megawatt ogni giorno. Fermarli equivale a togliere un carico enorme da una rete già in affanno. Le due case hanno ridotto la domanda di circa 200 megawatt, una cifra che, in questo contesto, fa la differenza tra tenere accese le luci del paese e dover ricorrere a importazioni massicce dall’estero.

fabbrica dacia, romania

Agosto è il mese in cui molte case automobilistiche europee programmano fermate tecniche e ferie. Il governo rumeno, però, ha tenuto a precisarlo con forza: questo stop non ha nulla a che vedere con la normale pianificazione stagionale. Si tratta di una vera e propria emergenza (climatica, allargando lo sguardo al Pianeta).

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Il 19 agosto è la data cerchiata sul calendario. Sarà qui il primo punto di verifica. Se i livelli del Danubio non risaliranno, grazie ai lavori idraulici in corso o alle piogge attese a monte, nessuno sa cosa succederà alle linee di produzione.