Se da un lato Porsche ha dovuto fare i conti nel 2025 con un calo delle vendite a livello globale, penalizzato soprattutto dalla frenata del mercato cinese e da un contesto economico tutt’altro che favorevole, dall’altro può essere fiera dei risultati registrati dalla Porsche 911.
Mentre le consegne complessive del marchio si sono fermate a poco meno di 280.000 unità, con una flessione intorno al 10%, la sportiva ha chiuso l’anno con oltre 51.000 esemplari venduti. Un risultato storico, soprattutto se si considera che molti temevano un rallentamento dopo l’introduzione dell’ibridizzazione sulle versioni più recenti. E invece è successo l’opposto. La tecnologia T-Hybrid, pensata più per migliorare le prestazioni che per ridurre i consumi, non ha allontanato gli appassionati. Anzi, ha rafforzato l’appeal della 911.

Questo risultato racconta anche molto della strategia attuale del marchio. Oggi Porsche non punta più a inseguire i volumi a ogni costo. L’obiettivo è mantenere margini elevati, anche a fronte di numeri più contenuti. In questo senso, la 911 è diventata più che mai il pilastro dell’intera gamma, il modello che garantisce solidità economica mentre altri segmenti, come quello dei SUV, devono fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita.
Inoltre, Porsche si trova in una posizione quasi unica nel panorama automobilistico, con una distribuzione molto equilibrata tra motori termici, ibridi ed elettrici. In Europa, per la prima volta, le versioni elettrificate hanno superato quelle tradizionali, mentre in altri mercati continuano a dominare le motorizzazioni più classiche.

Proprio questa flessibilità potrebbe rivelarsi decisiva nei prossimi anni. Se il mercato dell’elettrico dovesse rallentare, Porsche potrà contare ancora sui suoi motori a combustione. Se invece le normative spingeranno sempre più verso l’elettrico, la gamma è già pronta ad adattarsi senza subire contraccolpi.
Resta il nodo della Cina, dove i volumi sono ancora lontani dai livelli del passato. Ma finché la 911 continuerà a vendere come sta facendo oggi, Porsche può permettersi di guardare al futuro con una certa tranquillità. In fondo, finché c’è lei a tenere in piedi i conti e l’immagine del marchio, a Zuffenhausen possono dormire sonni tranquilli.
