La Mercedes-AMG GT elettrica a quattro porte non è ancora arrivata, ma ha già messo in luce la cosa più importante di sé. Non la potenza, non l’autonomia, non i dati di accelerazione. Il suono.
In un video diffuso prima della presentazione ufficiale, AMG ha mostrato il prototipo in pista con Doriane Pin al volante, pilota collaudatrice del programma F1 del marchio, che attiva la modalità Sport+ e trasforma la berlina elettrica in qualcosa che romba, scalata e cambia marcia. In modo sintetico, certo, ma con una precisione che ricorda i vecchi motori V8 di Affalterbach.

Il sistema simula i punti di cambiata tipici di un cambio convenzionale, replica il rombo del V8 attraverso gli altoparlanti e lo fa in modo abbastanza convincente da rendere il tutto meno imbarazzante di quanto potrebbe sembrare sulla carta.
Non è la prima volta che qualcuno ci prova. La Hyundai Ioniq 5 N ha aperto questa strada, la Dodge Charger Daytona ha seguito (con tanto di polemiche prevedibili per gli americani amanti delle vere muscle car). AMG gioca su un terreno diverso, perché il suo pubblico ha memorie specifiche, sonore e tattili, legate a motori precisi.

Più che certificare le prestazioni, AMG vuole certificare il carattere, quindi agilità, controllo, deriva, cambi simulati, persino qualche ciambella in pista. Il messaggio è che questa piattaforma AMG.EA, capace nella versione più estrema di superare i 1.000 CV, equipaggiata con motori a flusso assiale sviluppati con Yasa, non si comporta come una berlina elettrica. Si comporta come un’AMG.
La tempistica del video non è casuale nemmeno su un piano più strategico. Pochi giorni prima, il capo di AMG aveva annunciato il ritorno dei V8 su diversi modelli di alta gamma. La C63 ibrida da 680 CV, nonostante i numeri, aveva lasciato tiepida una parte della clientela storica. AMG lo ha capito e sta correggendo la rotta su due binari paralleli: elettrificazione spinta da un lato, recupero delle sensazioni meccaniche dall’altro.

Per anni l’industria ha venduto l’elettrico anche sull’assenza di rumore e di cambio, presentandola come evoluzione. Per AMG quella narrativa non funziona. Qui il suono deve essere parte dell’identità del prodotto.
